L'opera dell'artista italiano Maurizio Cattelan, esposta al Guggenheim Museum di New York, sembra un deja vu perché richiama alla mente una scena del film 'Il mistero di Bellavista' di Luciano De Crescenzo, nella quale i due amici del Professore gli chiedono se un water, firmato da un artista famoso e ritrovato dopo 1000 anni in uno scavo, sarà valutato dai posteri come un gran capolavoro o solo come "nù cesso scassato".

La provocazione come giustificazione della degenerazione dell'Arte

Il water, realizzato in oro massiccio 18 K, si chiama 'America' e dovrebbe simboleggiare il consumismo sfrenato del Paese che spende tanto pur di apparire.

E' perfettamente funzionante, utilizzabile e, secondo l'autore, richiama le realtà fisiche dell'umanità: "Qualunque cosa mangi, da un pranzo di duemila dollari a un hot dog da due, alla fine il risultato è lo stesso, parlando del water".

Geniale analisi. E pensare che per esprimere lo stesso concetto, Simone de Beauvoir usò solo carta e penna per scrivere 'Les belles images'!

Certo, ci furono persone come Christopher McCandless che diedero la vita per dimostrare che il consumismo ha divorato i valori dell'umanità, ma forse questa è roba antica, perché, a giudicare dalla sua fortuna, il water sembra aver catturato l'attenzione generale.

Nulla da eccepire su contenuto, forma e tecnica (macrofusione o stampaggio che sia), forse l'unico neo è che Cattelan ha avuto bisogno dell'intervento di almeno un idraulico e di grossi strumenti che rendono l'opera semi-artigianale. Tra l'altro, non si è capito bene se si è limitato a pensare l'idea o se ha anche realizzato il capolavoro con le sue mani.

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Altri esempi di 'Arte degenerata' di successo 

In un certo senso il lavoro di Cattelan è stimolante: come non pensare, guardando il suo water, alla 'merda d'artista' di Piero Manzoni, 90 scatoline numerate e sigillate che dovrebbero contenere 300 grammi delle sue feci? 

O al 'Piss Christ', il Cristo nell'urina di Andres Serrano, che rappresenta un Crocefisso completamente immerso in bicchiere dal liquido biologico?

La mente va anche a Vanessa Tiegs, che ha coniato addirittura un nuovo termine, 'menstrala', per identificare la sua collezione di dipinti con l'uso del sangue mestruale.

Ma l'Arte è provocazione, o la provocazione è solo esibizionismo?

L'Arte non è provocazione, ma è espressione che provoca emozioni e ciò avviene indipendentemente dal tempo nel quale viene valutata.

Se il senso del water d'oro è, oggi, una provocazione, per essere considerato un capolavoro dovrà esserlo anche se trovato tra 1000 anni in uno scavo, altrimenti diventerà solo 'nù cesso scassato'.

Certo, Bellavista opinerebbe citando Protagora per il quale l'uomo è la misura di ogni cosa, ma noi potremmo rispondere con Platone per il quale l'Arte è innanzitutto bellezza e di un water, anche se in oro 18 K, tutto si può dire tranne che sia bello.

Anzi, è lo stesso materiale a renderlo ancora meno attraente.

Potremmo definirla 'l'entartete kunst' del nostro tempo, ossia una degenerazione dell'Arte che impazza con il solo scopo di affermare che l'Arte è per tutti e può essere prodotta da tutti. In altre parole, anche al water d'oro si accompagna la solita vecchia ideologia.