In Italia e in italiano, lo potremo leggere in primavera. Tuttavia, per chi voglia cimentarsi con la lingua originale, "Le cas Malaussène" (Il caso Malaussène), il nuovo libro di Daniel Pennac, è già disponibile. Ovviamente, in Francia. Il libro, uscito per i tipi dell’editore Gallimard, propone dopo ben 30 anni dalla pubblicazione del primo volume a loro dedicato, una nuova storia sui Malaussène. Sono loro i protagonisti del popolare e lontano nel tempo, "Il paradiso degli orchi". Dopo questo volume ne furono pubblicati, con successo, altri. Fino a quello che sembrava l’ultimo capitolo della serie, ovvero "La passione secondo Thérèse", pubblicato, quest’ultimo, 19 anni fa.

Fra le creature di Pennac, quella dei Malaussène, è una delle famiglie più amate di sempre.

I protagonisti

In questo libro, uno dei primi del 2017, ci sono i rapitori, Benjamin – l’archetipo da sempre del ‘capro espiatorio’ – e il lunatico scrittore Alceste. La vicenda del plot narrativo ruota intorno a quello che, sicuramente, è il personaggio chiave del libro. Il suo nome è George Lapièta. È un industriale ed ex ministro. In un’occasione, quando Lapièta progetta di ritirare un importante assegno che lo avrebbe reso un privilegiato della società, viene intercettato. Ed è rapito. È in questo frangente che entrano in gioco i rapitori. Che cosa vogliono? A quanto pare, Daniel Pennac e il suo riconoscibile stile narrativo, mettono sulla carta del romanzo, la mai sopita e risolta querelle delle classi sociali.

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Infatti, lungi da essere dei semplici rapitori, questi individui, accampano delle richieste di rivalsa e giustizia. Questo, in una società che più che distribuirla, la giustizia, la usa come tema per argomentare in maniera vacua. Insomma, i sequestratori esigono equità sociale dalle autorità.

Lo stile dello scrittore

Ne “Il caso Malaussène”, pubblicato il 3 gennaio 2017, lo scrittore mostra ancora una volta quanto la capacità di usare la scrittura in maniera originale, possa mettere d’accordo la critica e il lettore. Infatti, sulle colonne di ‘Le Figaro’, Daniel Pennac è stato definito: “uno degli scrittori che ha riconciliato in Francia l’arte del romanzo con il piacere di raccontare”. Non solo, nella scrittura del francese, non manca l’attenzione per l’attualità. Non per niente, fra le pagine di questa sua ultima opera, sono presenti temi come il terrore jihadista. Inoltre, Daniel usa il libro per intrufolarsi tra le fila della storia e tra le pieghe della modernità, dando spazio, per esempio, anche ai social network e ai talk show.