La data di uscita è il 26 maggio 2020, il libro invece è “Io sono il castigo” (Einaudi). Giancarlo De Cataldo è l’autore di questo giallo che non mancherà di stupire gli appassionati del genere. Difficile non accostare a questo scrittore un’opera che rappresenta la quintessenza del suo stile. Si sta parlando di “Romanzo criminale”, un libro destinato a un successo doppio, di critica e di pubblico. Ad esso, inoltre, è legata la trasposizione cinematografica realizzata da un altro pugliese (De Cataldo nasce a Taranto), Michele Placido, e una serie televisiva divenuta popolare. La capacità di entrare nelle vesti dei personaggi, apparsi nella sua vasta produzione, arriva probabilmente dalla sua professione di magistrato.

Un destino, quest’ultimo, che lo accomuna ad altri scrittori, come per esempio Gianrico Carofiglio – con il quale ha avuto occasione di collaborare –. Altre opere del romanziere sono “Nelle mani giuste”, “La forma della paura”, “Il padre e lo straniero”, “Io sono il libanese”, etc.

La trama del thriller

I detective dei gialli – perlomeno una buona parte – hanno dei loro personali modi per concentrarsi e, quindi, dedicarsi ai casi da risolvere. Dylan Dog, giusto per pescare nel vicino mondo del fumetto, ama suonare il clarinetto. Manrico Spinori della Rocca, il personaggio principale che De Cataldo presenta ai suoi lettori, invece risolve i casi ascoltando l'opera lirica. Il detective passa per un donnaiolo e per un eccentrico.

Di sicuro ci sono le sue origini nobiliari, la sua capacità di essere affascinante ma non ricercato e una madre affetta da ludopatia. Fra le sue convinzioni – legate strettamente alla sua passione per il melodramma e alla sua professione – vi è quella che vede il mondo della musica cantata, come luogo dove cercare la soluzione ai suoi casi.

Poiché, secondo il suo punto di osservazione, qualsiasi esperienza umana è stata appuntata nelle pagine dei librettisti d’opera.

La morte del cantante

A Rick – questo il diminutivo che gli amici riservano al PM Manrico Spinori – è affidato un nuovo caso di omicidio. La vittima è “Ciuffo d’oro”. Quest’ultimo, dopo una carriera di cantante molto popolare negli anni Sessanta, è diventato un potente discografico.

Ma, probabilmente, la sua ascesa a guru dell’industria discografica è passata attraverso percorsi non proprio regolari. Pertanto Spinori e il suo team di investigatrici vagliano chi possa essere stato penalizzato dalla carriera della vittima. Gli scettici esistono anche nei confronti di una figura vincente come Manrico Spinoro della Rocca, tuttavia il loro ostracismo è destinato a cadere, perché il PM anche questa volta riesce a dare un volto all'assassino.

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