Il 19 dicembre si è conclusa l’edizione 2017 del premio letterario “NotaD’Autore”. Il contest ha raccolto intorno a se l’entusiasmo di una particolare tipologia di lettori. Molti di questi millennials non si accontentano di ascoltare la voce, i testi e gli arrangiamenti che i loro beniamini immettono nei loro album. Insomma, vogliono sapere di più. Proprio a questo bisogno risponde il Premio letterario “NotaD’Autore”. Infatti, il concorso nasce con l’idea, particolarmente indovinata, di raccogliere le parole [VIDEO]che questi artisti destinano alla carta stampata. L’evento è anche un’occasione per gli autori emergenti, parliamo sicuramente di una vetrina agevolata che permette loro di arrivare al grande pubblico.

Le tre sezioni presenti nell’edizione 2017 sono – Narrativa/autobiografia, Romanzo, Rap letterario.

Le autobiografie presenti

La prima posizione è stata guadagnata da “Born to Run”. Bruce Springsteen racconta del suo desiderio inarrestabile di diventare un musicista. Come per tanti, anche la sua carriera inizia in seguito a un evento seminale: il debutto di Elvis Presley all’ “Ed Sullivan Show”. “Born to Run” è il titolo del testo. Ma, soprattutto, è il titolo di una canzone. Una delle più indimenticabili. La sua composizione, spiegata dal cantautore con particolare passione, è stata molto più complessa di quanto si possa immaginare. Con “Sono stato più cattivo”, si torna in territori più conosciuti e legati alla cultura musicale di marca tricolore. Si tratta del popolare Enrico Ruggeri che sul podio si sistema su un ambito secondo posto.

La sua è un’autobiografia che, l’autore di tanti successi discografici, ha voluto realizzare in prossimità di un dato anagrafico. Infatti, dichiara: "L’ho fatto ora perché ho compiuto 60 anni e perché probabilmente mi sento meno impacciato nel raccontare di persone che non vivono più in questo mondo e di altre che non vivono più nel mio mondo". Al terzo posto arriva Alessio Bernabei. “Jack è uscito dal gruppo” è il titolo del libro. In questa sua autobiografia, il cantante ripensa ai passi fatti. E descrive ai suoi fan gli alti e bassi di una carriera, dai successi all’abbandono dei Dear Jack.

Tra romanzo e rap italico

In quarta posizione vi è “In nome del rock italiano”. Gli autori del testo, il cantautore Mimmo Parisi e il blogger Diego Romero, hanno voluto segnalare in un libro stilisticamente ibridato tra romanzo e antologia, l’apporto che i musicisti italiani hanno, con la loro sensibilità, dato al rock. Chiude la cinquina dei vincitori, “Dietrologia”. L’autore è Fabri Fibra, un protagonista evidente della scena rap in Italia. Il libro si avvale della valente e prestigiosa presentazione del giornalista Marco Travaglio del Fatto Quotidiano.