A poche settimane dal ballottaggio delle elezioni presidenziali in Brasile, dopo la vittoria sfiorata al primo turno del candidato di estrema destra Jair Bolsonaro, arriva una nuova voce di protesta contro quello che potrebbe diventare il nuovo Presidente della repubblica. Ma non è un suo sfidante diretto, bensì il cantautore e musicista Roger Waters, storico leader dei Pink Floyd. Lo scorso martedì, durante il concerto di San Paolo, Waters, ha mandato in onda sullo schermo la scritta rossa "Resistere al neofascismo" a cui è seguita una nuova schermata con i nomi dei presidenti e leader politici di alcuni Stati, definiti "Neofascismi in ascesa" con nomi di leader politici quali Trump, Le Pen, Farage, senza risparmiare il candidato brasiliano Jair Bolsonaro.

Come potete ascoltare dal video qui sopra, ci sono stati applausi ma anche fischi e voci di protesta, in un Paese che nell'era del dopo-Lula sembra estremamente diviso. Waters, comunque, durante la serata, ha ricordato al pubblico che si avvale del diritto, in quanto attivista, di protestare pacificamente e invita a riflettere se valga la pena vivere in un Paese in cui la dittatura militare viene considerata un bene: ed ha evocato, inoltre, lo spettro delle dittature militari e dei colpi di stato in Sud America

La figura di Jair Bolsonaro, leader del Partito Social-Liberale, sta dividendo il Paese: basta ricordare che un mese fa, durante un comizio pubblico, venne accoltellato. E, in occasione del primo turno delle elezioni presidenziali, ha sfiorato la vittoria al primo turno, fermandosi al 46 per cento: in attesa del ballottaggio del prossimo 28 ottobre l'opposizione viene guidata dal leader del Partito dei Lavoratori, Fernando Haddad, chiamato nell'arduo compito di far rivivere il partito dopo l'arresto e la detenzione del suo fondatore, nonché Presidente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva.

L'impegno politico di Waters

Non è certamente la prima volta che Roger Waters esprime in forma limpida e chiara le sue idee politiche: ha sempre sostenuto le campagne contro i fascismi e le guerre, prendendo posizioni nette sulla questione israeliana, a difesa di Gaza, attaccando senza mezzi termini il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Non si è quindi mai nascosto davanti a frasi ambigue, ha sempre detto con franchezza quello che pensa, non limitandosi ad attaccare i paesi in cui viene chiamato a suonare. Per quanto riguarda i prossimi appuntamenti di Roger Waters invece, a fine ottobre è atteso The Soldier’s Tale, un adattamento dell'opera L’histoire du soldat del compositore Igor Stravinskij, realizzato in collaborazione con i musicisti la Bridgehampton Chamber Music Festival Orchestra.

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