Quello di Ernia é sicuramente uno dei nomi più interessanti della nuova scena Rap italiana, non tutti però sanno come il suo singolare nome d'arte abbia avuto origine. In una recente video intervista pubblicata oggi dal canale YouTube 'Automoto.it', il rapper ha avuto modo di svelare questo dettaglio.

Durante la chiacchierata concessa alla pilota professionista Vicky Piria, l'autore di '68' ha raccontato anche diversi aneddoti sulla sua vita e sulla sua carriera, relativi soprattutto al passato.

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L'origine del nome 'Ernia'

Stando a quanto riferito dall'artista, anche per Matteo Professione – questo il vero nome di Ernia – può essere considerata valida la regola secondo cui i veri soprannomi non sono quelli autoimposti, scelti quindi dagli stessi artisti, ma quelli che gli altri scelgono per loro.

Il soprannome Ernia accompagna infatti l'ex Troupe D'Elite sin dai tempi delle scuole medie, ed era in origine il nomignolo che lui aveva affibbiato ad una sua amica, che soffriva effettivamente di un ernia ombelicale.

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"Io la chiamavo 'Ernia' scherzosamente – ha dichiarato l'artista – a forza di chiamarla così lei ha iniziato a fare lo stesso, ci chiamavamo 'Ernia' reciprocamente. Dopo qualche tempo tutti hanno iniziato a chiamare Ernia soltanto me. Chiunque mi chiamava così, professori inclusi".

Il liricismo dei 'latini' e il periodo più buio della sua carriera

L'intervista, che si intitola 'Ho portato la trap in Italia', ed é stata parzialmente girata alla fermata dell'ormai celebre autobus milanese '68' – che dà il titolo all'album pubblicato a settembre – é arricchita da molte altre curiosità, come la passione di Ernia per le lingue straniere e il fatto che sua madre sia una professoressa di latino, nonché da svariati spunti di riflessione, come ad esempio la convinzione, propria non solo di Ernia ma di tanti altri liricisti italiani, che la poetica dei rapper 'latini' sia spesso ben più articolata e profonda rispetto a quella dei colleghi americani.

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"Loro sono molto più blandi, anche nella scrittura, pure i più grossi liricisti americani. E' proprio un'altra poetica, un'altra ricerca, un altro utilizzo delle metafore e delle figure allegoriche. Nella nostra poetica questa ricerca é molto più presente, proprio a livello culturale. Di conseguenza i nostri scrittori, i rapper che fanno una ricerca delle liriche, la fanno in maniera molto più profonda, va molto più a scavare", ha dichiarato l'artista.

Nella parte finale dell'intervista Ernia ha parlato del periodo più buio della sua carriera, ovvero il biennio 2014/15, quando, dopo lo scioglimento del suo primo gruppo, di cui faceva parte anche Ghali, si è trovato a dover far fronte a diverse critiche, sia da parte del pubblico che della critica rap. Un pubblico che, secondo lui, non era ancora pronto a qualcosa di diverso, che andasse fuori dai canoni più classici dell'hip hop.

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