Claude-Oscar Monet, uno dei fondatori dell’impressionismo francese, l’artista della natura e del paesaggio, celebre per sua pittura en plein air, il pittore delle Ninfee. E proprio delle ninfee sono le protagoniste di un’incredibile scoperta avvenuta questi giorni: grazie a delle analisi a raggi X, compiute dai restauratori dell’Aja, nuove ninfee sono comparse al di sotto di uno dei Glicini dell’artista!

I ‘Glicini’ dall’Orangerie al Gemeentemuseum

Monet, nato a Parigi il 14 novembre 1840 e morto a Giverny il 5 dicembre 1926, realizzò in questo paesino della Normandia opere incredibili che ancora incantano e colpiscono il visitatore.

Alcune di queste fanno parte del ciclo delle Ninfee, grandissime tele che oggi si possono ammirare nelle due stanze ovali dell’Orangerie alle Tuileries, Parigi: pensate per un progetto di "Grandes Décorations", dovevano essere collocate in un locale vicino all’Hotel de Brion, sempre Parigi.

In mezzo alle ninfee, anche l’opera dei Glicini faceva parte del progetto dell’artista, solo che, a paragone delle altre, è sempre finita in secondo piano, considerata come cornice a qualcosa di più bello. Ma proprio questa enorme tela, conservata sempre all’Orangerie, è stata messa sotto osservazione dal Gemeentemuseum dell’Aja, al fine di preparare una grande mostra su Monet.

Una delle otto opere con i glicini sopravvissute, realizzata dal maestro tra il 1917 e il 1920, è stata staccata dalle pareti del museo parigino per la prima volta dall’acquisto nel 1961. E Ruth Hoppe, conservatore per la collezione di Arte moderna, ha richiesto un controllo approfondito ai raggi X. Alcune schegge di vetro erano presenti sulla tela, poi con le analisi qualcosa di sensazionale è venuto fuori!

Ninfee e Glicini in un’unica tela

Le schegge di vetro presenti sulla tela erano i resti del bombardamento di Giverny durante la Seconda Guerra Mondiale, un bombardamento che aveva colpito anche lo studio di Monet, confermato da molteplici testimonianze, prima tra tutte quella dell’artista Ellsworth Kelly che nel 1952 vi si era recato trovandolo cosparso di polvere e macerie.

Ma la scoperta va oltre la presenza di schegge di vetro, perché dietro i ‘Glicini’ si nascondeva niente di meno che un’altra versione delle ‘Ninfee’ di Claude Monet!

Secondo la curatrice del Gemeentemuseum, Frouke van Dijke, potrebbe trattarsi in questo caso di una prova dell’artista prima della realizzazione del quadro finale.

Una prova o il riutilizzo di un suo vecchio quadro?

Il modo di procedere dell’artista non è ben conosciuto, ma la continua sperimentazione di Monet fino alla fine dei suoi giorni sì, svolta nonostante la cataratta e la rimozione del cristallino nel 1923.

Percezioni e colori cambiarono nell’animo di Monet, ma nonostante ciò continuò a dipingere. E la scoperta di queste ninfee al di sotto dei Glicini dà finalmente dignità e importanza a un’opera da sempre considerata minore ma tanto amata dall’artista stesso.

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