Nel suo ultimo libro, il sociologo Luca Ricolfi, Responsabile scientifico della Fondazione David Hume e professore di Analisi dei dati all’Università di Torino, ha elaborato una nuova definizione per il nostro paese: la società signorile di massa.

Il significato di questo espressione si riferisce alla presenza simultanea di:

Il tre pilastri del sistema

Questo sistema, secondo la descrizione proposta nel libro con dovizia di dati statistici, si regge sul consumo della ricchezza accumulata nei decenni immediatamente successivi al dopoguerra e sul ricorso ad una "infrastruttura paraschiavistica" costituita da larga maggioranza da stranieri che lavorano a condizioni indegne di una nazione civile.

Terzo elemento di rilievo che completa il quadro è la "distruzione della scuola" fenomeno per il quale le formazione inadeguata ricevuta dagli italiani che oggi hanno meno di 40 anni ha prodotto una generazione con uno status in qualche modo contraddittorio:

I luoghi comuni sull'immigrazione

L'analisi descrittiva proposta del libro, offre anche una spiegazione dell'atteggiamento degli italiani nei confronti dell'immigrazione basata esclusivamente sulla convenienza pratica.

Le fasce di popolazione con reddito più basso e minore formazione vedono negativamente il fenomeno perché si sentono in concorrenza per l'accesso ai servizi pubblici con gli immigrati, che percepiscono anche come rivali disponibili a guadagnare di meno nella conquista dei pochi lavori disponibili.

I cittadini più ricchi ed istruiti, invece, vedono nell'immigrazione una opportunità per alimentare la forza lavoro a basso costo che svolge le attività più umili.

Sostenibilità e prospettive future

Il libro non si spinge ad elaborare un modello teorico di evoluzione della società o a formulare delle previsioni per il futuro. Tuttavia evidenzia con chiarezza la scarsa sostenibilità di un sistema che non cresce e sopravvive consumando la ricchezza accumulata in passato.

A questo proposito, Ricolfi rileva una sostanziale uniformità delle politiche economiche portate avanti da tutte le forze politiche negli ultimi decenni: ricerca di consenso mediante ampliamento della spesa pubblica, senza affrontare in modo concreto i problemi strutturali del paese.

Quello che dunque è plausibile attendersi è una prosecuzione graduale del declino economico e sociale registrato negli ultimi 20 anni, senza rilevanti fratture sociali, ma che inevitabilmente porterà ad un peggioramento degli standard di vita, quantomeno in termini comparativi rispetto agli altri paesi sviluppati.

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