E' ormai imminente l'uscita del nuovo romanzo di Liza Marklund. Il titolo è ‘Perla nera’ (Marsilio editori, pag. 560) ed è atteso per il 7 maggio 2020.

La sua passione per la scrittura arriva da lontano, quando da piccola, a causa delle scarse frequentazioni amicali e con genitori troppo impegnati con un’attività lavorativa a tempo pieno, venne costretta a gestire creativamente una solitudine che più tardi, comunque, darà ottimi frutti nel settore della cultura. Il suo primo approccio con la pagina scritta passa attraverso il giornalismo. Cronaca nera o servizi scandalistici, sono per l’autrice occasioni per affinare una capacità di scrittura descrittiva che poi troverà spazio nell’attività di romanziera.

Ha vissuto in Italia, Israele, Gran Bretagna e Stati Uniti. Ha venduto circa quindici milioni di copie, in particolare i suoi Libri sono dei veri best seller in terra scandinava. Inoltre, a segnalare le sue indubbie peculiarità di narratrice, da subito la sua produzione è stata accolta positivamente dalla critica.

La trama di 'Perla nera'

Il lettore accorto e con la volontà di trovare collegamenti tra invenzione letteraria e realtà, troverà in questa narrazione della Marklund un sicuro aggancio. Ed è quello che passa attraverso l’allusione al concetto di ‘economia globale’, quella specie di totem più volte citato in questo terzo millennio che ha già, ormai, consumato i suoi primi due decenni.

La domanda importante che la scrittrice si pone e che ci pone è: quale è il prezzo che la società – anche questa, globale – paga affinché essa, l’economia, funzioni? La scrittrice fa iniziare la sua storia in una terra lontana e dall’aspetto vacanziero, almeno per chi la guardasse fissata su un poster di un’agenzia viaggi.

Il luogo è rintracciabile nell’Oceano Pacifico, si tratta del piccolo atollo di nome Manihiki, appartenente alle Isole Cook. La protagonista femminile ha il nome perfettamente consonante con lo scenario, Kiona. La sua attività consiste nel seguire l'allevamento di perle nere, insieme agli altri componenti della famiglia.

Tutti i giorni, Kiona e i fratelli, si tuffano e in apnea e si occupano delle gemme custodite dalle stesse ostriche.

Arriva Erik

La loro è un’attività impegnativa e dura, ma è comunque realizzata in una situazione atavica e considerata normale. Insomma, è un’esistenza nella quale la comunità indigena riconosce il proprio ritmo che, stagione dopo stagione, si rinnova uguale a se stesso. Ma questa volta qualcosa si inceppa: uno straniero giunto dalla Svezia e naufragato nella barriera corallina, mette tutto in discussione. Lui si chiama Erik e, come l’Erik il Rosso di antica memoria, scopre qualcosa di nuovo. Ma questa volta non si tratta delle coste di quelli che saranno i futuri Stati Uniti, ma di una dimensione nuova che lui scorge in Kiona e nella quale lei stessa si riconoscerà.

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