Un percorso che mira in alto, tra ballo, canto e musica. Daniel Meguela ha mostrato la sua passione per questo mondo fin dall'infanzia. Dopo l'uscita dell'ultimo singolo "Domani", lo scorso 30 maggio, adesso si dedica al nuovo progetto, già in cantiere.

Per l'artista sarà un'estate diversa. Oltre a continuare a lavorare al nuovo album, ha deciso di rinunciare ad alcuni live per stare con suo figlio. Ma sul futuro è certo: la musica non smetterà di far parte della sua vita.

Daniel Meguela e la sua "identità fuori dagli schemi"

Dopo l'uscita del suo ultimo singolo, "Domani", Daniel Meguela si sta dedicando al prossimo album.

Blasting News lo ha raggiunto per fare un bilancio della sua carriera, che prosegue dagli anni '90 ad oggi, senza tralasciare qualche anticipazione sui prossimi progetti dell'artista.

Facendo un tuffo nel passato, come hai scoperto questa tua passione per la musica?

"La musica è entrata nella mia vita in modo spontaneo, quasi silenzioso intorno ai sei anni quando ho iniziato a suonare il pianoforte. Da piccolo avevo già dentro di me questa esigenza di raccontare, di tradurre emozioni in suoni e parole. Crescendo, ho capito che non era solo una passione, ma una necessità: scrivere e cantare erano il mio modo di restare in equilibrio, di dare senso alle cose che sentivo e vivevo. Non ho scelto io la musica, è stata lei a scegliere me".

Per il tuo esordio hai scelto di lanciarti fin da subito anche nel mercato estero, pensi che ci siano più possibilità, anche al giorno d'oggi, per i giovani emergenti?

"Credo che oggi ci sia una grande apertura. Il mondo è diventato più connesso e anche un artista indipendente può arrivare molto lontano. Io ho sempre cercato un dialogo con l’estero perché i temi che affronto nella mia musica non hanno confini: sono umani, universali. Però non basta essere visibili, bisogna avere qualcosa da dire. I giovani oggi hanno tutti i mezzi per farlo, a patto che lo facciano con autenticità".

Sei sempre stato un artista poliedrico, tra musica, canto e ballo. Pensi che questa caratteristica abbia fatto la differenza lungo il tuo percorso?

"Sì, assolutamente. La mia espressività non si è mai fermata a un solo linguaggio. Ho bisogno di toccare l’arte in tutte le sue forme, e ogni disciplina mi ha insegnato qualcosa. Ballare, scrivere, recitare, dirigere: tutto è parte di un unico flusso creativo. Questo approccio mi ha dato libertà e mi ha permesso di costruire un’identità fuori dagli schemi".

Parlando di "Domani", in questo nuovo brano cerchi di affrontare temi delicati e difficili, ma soprattutto attuali e urgenti. In cosa identifica questo barlume di speranza che resta di fronte a questa situazione così complessa?

"“Domani” è un canto sospeso tra dolore e speranza. Nasce da un’osservazione profonda di quello che sta succedendo nel mondo, ma anche da una convinzione intima: che la speranza non muore.

Anche nei momenti più bui c’è sempre qualcosa che resiste, uno sguardo, una carezza, un pensiero che si rifiuta di piegarsi alla distruzione. Quella scintilla è tutto ciò che abbiamo, ed è abbastanza per continuare".

Pensi che la nuova generazione sia in grado di cogliere questo messaggio che vuole lanciare la musica, così come il tuo stesso singolo, e possa essere in grado di portare al cambiamento?

"Io ci credo. Credo nei giovani, nella loro sensibilità, nella loro fame di verità. Hanno una capacità unica di leggere il mondo con occhi nuovi. Ma vanno stimolati, provocati nel senso più nobile del termine. La musica può ancora essere uno strumento potente se non si limita a intrattenere. “Domani” vuole essere una chiamata, non una consolazione.

E sento che molti sono pronti ad ascoltarla".

Un'estate in famiglia prima del nuovo album

"Domani" non è stato il brano solista da te più pubblicato recentemente. C'è un album in cantiere?

"In realtà, dallo scorso giugno ho scelto di lavorare su singole canzoni, pubblicandole in rete come se fossero pagine di un diario musicale, accessibile a tutti. Questa raccolta è poi diventata un EP dal titolo L’amore mi trattiene. Ma ho scritto talmente tante canzoni per me significative che ho sentito il bisogno di suddividerle in due percorsi distinti. A fine estate, infatti, uscirà ufficialmente questo EP. Subito dopo, a ottobre, lancerò il primo singolo che aprirà la strada a un nuovo album, composto da circa 13 tracce.

Sarà un lavoro più completo, che rappresenterà una nuova tappa del mio percorso, più maturo e consapevole".

Invece, parlando dei progetti live. Quanto ti vedremo sul palco?

"Ovviamente, per un cantautore, i concerti e le performance live sono la cosa più bella: il contatto con il pubblico è sempre il nostro obiettivo più grande, il momento in cui tutto prende davvero vita e da settembre ne farò vari concerti. Ma ti dico la verità: a parte qualche partecipazione a tour radiofonici in giro con altri colleghi, ho scelto, nonostante abbia ricevuto buone proposte e abbia un calendario volendo già in piedi, di rinunciare ad alcuni live questa estate. Vi sembrerà forse folle, ma ho voluto dare la priorità a qualcosa di ancora più importante: trascorrere un’estate piena con mio figlio, che in questo momento ha bisogno di me.

E sentivo che non potevo e non volevo mancare".

Chiudiamo con uno sguardo al futuro. Da qui a 5 anni, cosa vorresti succedere nella tua carriera?

"La musica oggi è diventata talmente veloce e, a tratti, cinica, che fare un salto temporale di cinque anni è davvero difficile. Ormai gareggiamo tutti per i 100 metri: bisogna essere rapidi, sempre in forma, sempre sul pezzo. Facciamo così: prendo fiato... e ti rispondo alla prossima. Ma una cosa è sicura: non smetterò mai di scrivere canzoni. Questo resta il mio punto fermo, sempre".