Un'analisi della situazione del mercato economico attuale, viene alla luce dal lancio in Borsa di Poste Italiane da parte dello Stato che metterà in vendita il 40% delle sue azioni; dalle stime effettuate ci si auspica un'iniezione di denaro che s'aggira intorno ai 4 miliardi di euro. Si cerca quindi di capire, dalle considerazioni di Renato Panichi, "Senior Director di Standard & Poor's", quali sono gli aspetti per cui le aziende italiane hanno la fiducia del mercato straniero.

Poste Italiane è considerata un'azienda forte e in continua espansione, quindi il dato positivo la mette in cima a un'aspetto solido rispetto a qualche anno fa, e Standard & Poor's rivede anche per quasi tutte le aziende italiane una stima di crescita superiore alle aspettative che il 2015 ha iniziato e che proseguirà nel 2016. (Noi aggiungiamo, speriamo senza più fermarsi).

La forza dell'economia Italiana

Malgrado i colpi inferti alle industrie italiane, nella crisi che ne è conseguita con la totale esplosione nel 2008, molte di queste aziende sono rimaste in piedi grazie al miglioramento delle condizioni operative che sono riuscite a inglobare e portare avanti nei tre peggiori anni di crisi che si è succeduta.

A queste considerazioni, prosegue Panichi, la ripresa sarà "polarizzata" ma difficile generalizzarla su tutte le aziende rischiando di non evidenziarne le giuste misure. Il vantaggio maggiore sarà per quelle imprese in grado di esportare il proprio prodotto verso altri confini; come quelle che vendono negli Stati Uniti e che sono in ottima salute; lo stesso vantaggio l'avrà chi saprà investire nell'innovazione riuscendo a sfruttarne i valori che ne conseguono, ma difficile per quelle aziende che dovranno fare i conti con l'eccesso di una capacità produttiva.

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La conclusione alla crescita

Grazie alle aspettative di sviluppo e all'aumentata considerazione sulle riforme fatte dal Governo del primo ministro Matteo Renzi, "Borsa Italiana ha concesso l'ammissione alle negoziazioni di Poste Italiane nel mercato di Piazza Affari" che potrebbe avere inizio già da lunedì 12 ottobre. Questa operazione sarà affiancata da "Mediobanca - Banca di Credito Finanziario S.p.A.

e sarà la più grande privatizzazione compiuta dall'Italia dopo quella dell'azienda Enel nel 1999; parte delle azioni, circa il 60% sarà ripartito agli Istituzionali della Società Poste Italiane che vorranno acquistarle, mentre il restante sarà venduto al consumatore finale come si stabilisce dagli ultimi dettagli dell'Ipo (offerta pubblica iniziale), guidata da Francesco Caio (amministratore del Gruppo).

Questa sarà la prima fase della stagione di vendita dei gioielli dello Stato a cui seguirà quello delle Ferrovie, ma l'introito atteso sarà poco rilevante ai fini dell'abbassamento del debito pubblico a cui è destinato e che ormai ha sfiorato la soglia dei 2200 miliardi di euro.

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