Il bonus di 80 euro per i dipendenti con un reddito inferiore ai 26mila euro l’anno potrebbe essere portato a 100 euro ed esteso ai pensionati al minimo ed ai dipendenti statali. Tra le tante misure cui starebbe lavorando il governo per ridurre la pressione fiscale ci sarebbe anche una riedizione del tanto discusso bonus che tanto ha fatto discutere lo scorso anno.

L’indiscrezione viene da un articolo del quotidiano Il Messaggero che cita fonti vicine al premier secondo le quali il gradimento del primo ministro tra le numerose ipotesi in campo, tra cui il taglio dell'Irpef, andrebbe proprio all’innalzamento del bonus a 100 euro.

Dove prendere i soldi per portare il bonus a 100 euro

Secondo le stime di palazzo Chigi, portare il bonus a 100 euro avrebbe un costo per le casse dello Stato di 2,4 miliardi di euro, cui dovrebbero aggiungersi altri 2 miliardi per erogare la stessa cifra ai pensionati al minimo. Ipotesi, quest’ultima, già accennata alcuni giorni fa dallo stesso Matteo Renzi.

Si tratta, quindi, di reperire oltre 4 miliardi di euro e la soluzione più accreditata per mettere in atto la manovra potrebbe essere quella di rinviare al 2017 il taglio dell’Ires, l’imposta pagata dalle imprese, per il quale sono già stati stanziati nella legge di Stabilità 2016 3,6 miliardi di euro. Rimarrebbero da recuperare 7/800 milioni di euro attraverso un po’ di sforbiciate sparse.

Taglio dell’Irpef: le altre ipotesi in campo

L’indiscrezione riportata da Il Messaggero in merito alla possibilità di portare il bonus a 100 euro non ha trovato conferme ufficiali da parte del governo, anche se il sottosegretario all’economia Enrico Zanetti, di Scelta Civica, ha parlato di ‘segreto di pulcinella’ nel corso della trasmissione Omnibus in onda su La7. Nel corso della stessa trasmissione, Zanetti ha anche affermato che secondo lui la priorità deve essere quella del taglio dell’Irpef, riferendosi alla sua proposta di istituire una flat tax, cioè una aliquota unica, per i redditi da 27mila a 75mila euro.

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Pensioni Matteo Renzi

Una proposta che avrebbe un costo di 10 miliardi di euro e, per questo, di difficile realizzazione.

Bisognerà probabilmente attendere l’autunno per capire se, come nel caso delle pensioni, di tratta solo di fumo o c’è anche un po’ di arrosto.

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