I dirigenti di Ryanair parlano poco e agiscono rapidamente, questa è la sintesi che vedrà la compagnia irlandese disimpegnarsi dagli scali sardi dopo l'aumento imposto dal governo alle tasse aeroportuali. Dalla Regione Sardegna, in teoria a Statuto Speciale, le bocche restano cucite e sia il Presidente della Giunta Regionale, Francesco Pigliaru, sia l'assessore ai trasporti, Massimo Deiana, sembrano far orecchie da mercante di fronte alle proteste ed al disperato appello che viene dal mondo turistico-alberghiero che chiede il ripristino a pieno regime delle rotte aeree prima che sia troppo tardi, per salvare così quel lavoro di promozione turistica sviluppato negli anni passati.

Le ragioni della fuga di Ryanair dall'isola

A parlare è stato qualche tempo fa il direttore commerciale della compagnia aerea irlandese, David O'Brien, che durante una conferenza stampa spiegò nel dettaglio il perché della fuga dalla Sardegna, ma non solo, infatti anche Pescara e Crotone hanno subito pesanti tagli. Il punto centrale è l'aumento delle tasse municipali, una decisione giudicata “illogica” perché questi aumenti stanno “danneggiando il turismo italiano, il traffico e i posti di lavoro". In particolare "Il governo italiano ha aumentato le tasse da 6 a 9 euro, per ciascun passeggero in partenza dall'Italia dal primo gennaio per sussidiare il fondo per la cassa integrazione degli ex piloti Alitalia".

I tagli riguardano sei rotte ad Alghero e tre a Cagliari

I tagli maggiori si avranno ad Alghero col taglio dei collegamenti con Londra, Bruxelles, Francoforte, Memingen, Eindhoven e Bratislava; per Cagliari i tagli saranno “solo” 3 , ad uscire dal tabellone sono Parma, Dusseldorf e Francoforte. Naturalmente il minor afflusso del turismo tedesco avrà delle ripercussioni pesanti sull'economia del capoluogo e della Sardegna in generale.

Per un'isola che vive prevalentemente di turismo perdere all'improvviso una fascia importante derivante dalla Germania rischia di avere delle ripercussioni sull'occupazione le cui conseguenze sono facilmente intuibili, ricordando che nell'isola il tasso di disoccupazione (dati Istat) ha superato abbondantemente il 18%.

Dalla Regione bocche cucite, i sardi invocano il modello Puglia

Dai vertici di Via Roma (sede del Consiglio Regionale) le bocche restano cucite, il presidente della Giunta, Francesco Pigliaru, e l'Assessore ai Trasporti, Massimo Deiana, si trincerano dietro i vincoli europei sugli aiuti di stato ed attendono che da Roma la situazione si sblocchi, un paradosso per una Regione Autonoma a Statuto Speciale. Dalla Sardegna tutto il settore turistico-alberghiero grida a gran voce di adottare il modello Puglia, dove il Governatore Emiliano ha finanziato una campagna marketing alla compagnia low-cost che verserà ben 14 milioni di euro (circa 70 in 5 anni) che manterrà a pieno regime la continuità con la Regione consentendo agli operatori del settore di proseguire su una continuità che la Sardegna sta vedendo pian piano scivolar via nell'imbarazzo generale della popolazione e in particolar modo nell'immobilismo delle istituzioni, che nonostante un calo del 25% delle presenze dall'estero, nel mese di maggio, restano serrate nei palazzi di Via Roma e Viale Trento.

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