La Sardegna è sempre più isolata. L’aeroporto di Alghero, infatti, ha avuto un vero e proprio tracollo di voli e passeggeri, soprattutto dopo la fuga di Ryanair. Quello di Cagliari invece ha reagito un po’ meglio (qui la compagnia irlandese viaggia ancora) anche se il dato è sempre negativo. L’unico, fortunatamente, che ha retto bene è lo scalo di Olbia che non ha subito variazioni negative.

I dati ufficiali di Assaeroporti

Il quadro che esce fuori dai dati pubblicati oggi da Assaeroporti, l’associazione italiana dei gestori degli aeroporti, è devastante. Almeno per la Sardegna. Lo scalo di Alghero, numeri alla mano, nei primi mesi del 2016 ha avuto 681 movimenti (intesi come voli) con 89 mila 703 passeggeri: il 36,9 per cento in meno dello stesso periodo dell’anno scorso.

Cagliari, con 2042 movimenti e 259.911 passeggeri, è l'aeroporto più frequentato dell’Isola anche se quest’anno c’è stata una riduzione di traffico dell’8,6 per cento. Nessuna variazione per l’aeroporto di Olbia che, con 1203 movimenti e 102.154 mila passeggeri, è riuscito a non avere dati negativi. I dati sono stati sicuramente influenzati dall'annuncio (reale) della compagnia aerea Ryanair di abbandonare l'Isola nonostante i numerosi incontri avuti con i vertici della Regione Sardegna.

Troppo alte le tasse aeroportuali

Una delle cause principali del crollo dei voli in partenza e in arrivo in Sardegna è stato soprattutto l’annuncio del Governo (avvenuto qualche giorno fa) di non togliere, o almeno diminuire, le tasse aeroportuali (la famosa addizionale comunale sul trasporto aereo) che molto incidono nei costi: sia per le compagnie aeree (soprattutto quelle low cost), sia per i passeggeri.

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L’esecutivo guidato da Matteo Renzi, infatti, si è letteralmente rimangiato l’impegno preso con i vertici della Regione che speravano in una marcia indietro. E invece no: le tasse addizionali aeroportuali non saranno ridotte in tempi certi, non saranno revisionate le famose linee guida nazionali sul trasporto aereo (che soprattutto la compagnia irlandese considera impossibili e restrittive) e soprattutto il Governo, almeno per ora, non ha intenzione di riconoscere l'importanza degli aeroporti più piccoli. Ma non solo, gli addetti ai lavori hanno anche assicurato che le tanto temute tasse aeroportuali rimarranno sicuramente fino al 2017. Poi si vedrà se rimodularle ma non escluderle.

Caos nei cieli e prezzi dei biglietti (e non solo) alle stelle

Secondo gli operatori del settore ormai la stagione turistica estiva è compromessa: anche se non è ancora iniziata. Trovare infatti un posto per raggiungere la Sardegna (ma anche per lasciarla) è praticamente un terno al lotto, oltre ad avere costi impossibili se si associano anche a quelli per il pernottamento (che in certi casi non sono troppo convenienti).

Dando un'occhiata ai siti di prenotazione delle compagnie aeree si può vedere che già a giugno è quasi impossibile trovare un buco: tutto esaurito. Per non parlare poi di luglio e agosto che sono ormai off limits. E poi se proprio si trova una sistemazione il costo oscilla intorno ai 450 euro (per i non residenti) se si parte da soli da Roma o Milano. Secondo il segretario regionale della Filt Cgil, Arnaldo Boeddu, “questa situazione è di una gravità assoluta ed è il frutto dell’immobilismo dell’assessore regionale dei Trasporti che ha creato un vero e proprio disastro in questo settore”. Volere, volare.