L'assemblea dei soci di BPER ha approvato la trasformazione da società cooperativa a società per azioni, in ottemperanza al disposto della riforma delle Banche Popolari voluta dal governo Renzi.

L'istituto, che ha chiuso il terzo quadrimestre con un utile di 101 milioni adesso guarda a possibili operazioni di aggregazione e, in particolare, l'amministratore delegato Alessandro Vandelli ha detto di poter considerare come interlocutori Banca Popolare di Sondrio e Credito Valtellinese.

Governance e soci stabili

Nell'intervista al termine dell'assemblea, l'amministratore delegato Alessandro Vandelli ha dichiarato che allo stato il nucleo dei soci stabili dovrebbe aggirarsi intorno al 15% del capitale che auspicabilmente dovrebbe salire intorno al 25% il prossimo anno.

Le famiglie storiche che si raccolgono intorno all'associazione Bper Valori e Valore dovrebbero ad oggi avere circa il 7% del capitale. Inoltre ci sono varie partecipazioni dal mondo finanziario con Unipol che allo stato è al 3% a quello delle fondazioni tra le quali anche Fondazione Banco di Sardegna che analogamente dovrebbe essere intorno al 3%

Molte fondazioni, tra cui Manodori di Reggio Emilia, cassa di Risparmio di Modena e Cassa di Risparmio di Bologna allo stato stanno anche valutando il prossimo aumento di capitale di Unicredit.

Nozze all'orizzonte

Sfumata l'ipotesi di aggregazione con BPM, (che si fonderà con Banco popolare) che per Vandelli sarebbe stata un'operazione bellissima, rimangono in piedi alcuni "segnali" inviati alle banche Valtellinesi e un indicazione di massima in base alla quale entro la fine del prossimo anno #BPER potrebbe far parte del processo di consolidamento che interesserà i principali gruppi bancari del paese e che si andrà concretizzando anche alla luce degli esiti del prossimo Referendum Costituzionale.

Con riferimento alle banche attualmente in difficoltà, che per questo motivo vengono considerate nelle ipotesi di M&A, tramonta anche Banca Etruria, di cui si era parlato in precedenza, ma che con ogni probabilità confluirà in UBI.

Allo stato non viene esclusa del tutto un'ipotesi su Veneto Banca, che sarebbe geograficamente coerente con il DNA di BPER; restano tuttavia da approfondire le necessità di capitale aggiuntivo, le soluzioni adottate per lo smaltimento delle sofferenze e l'eventualità di una fusione con Banca Popolare di Vicenza.