Nella storia dei locali commerciali è sempre stata preponderante la questione dell’apertura nei giorni delle #festività. Il tutto diviene ancor più complicato quando i giorni festivi coincidono con le ricorrenze religiose. E’ lampante il caso dell’#outlet di Serravalle Scrivia, in provincia di alessandria, che rimarrà aperto anche nei giorni di Pasqua e Pasquetta, con gran dissenso dei lavoratori, che già preannunciano lo sciopero.

L’outlet e le sue condizioni

Il centro di serravalle gode di un’ottima collocazione, poiché è volto ad accogliere clienti che arrivano da Milano, Genova, Torino e tutte le città che si trovano nelle vicinanze.

L’attività dell’outlet, gestito da McArthurGlen, un gruppo angloamericano che gestisce altri 22 outlet in tutta Europa, è stata portata ad un livello massimo del consumismo, che mostra, come risvolto della medaglia lo sfruttamento dei dipendenti i quali sono costretti a lavorare [VIDEO] anche nel giorno di una ricorrenza così importante. Sarà così anche nel giorno di Santo Stefano e i giorni in cui l’outlet resterà chiuso restano, almeno per il momento, Natale e Capodanno. Inoltre, nei giorni sopra indicati, il centro chiuderà più tardi, con le conseguenze che verranno richiesti turni sempre più estenuanti ai lavoratori, seguendo le norme di un contratto modesto, che a volte non prevede nemmeno la gratifica del Lavoro in un giorno festivo.

La minaccia dello sciopero da parte dei dipendenti

Quello di Serravalle è dunque un outlet con negozi gestiti anche da stranieri non cattolici e difende la sua scelta.

I migliori video del giorno

E’ anche per questo motivo che le opinioni sullo sciopero sono abbastanza contrastanti. Nonostante tutto, Susanna Camusso, segretario generale delle #CGIL, ha invitato alla partecipazione ogni lavoratore della struttura, poiché più saranno i partecipanti e meno sarà il rischio di ritorsione sugli stessi. Il timore che ha portato la Camusso a questa considerazione, è che molti dei dipendenti temono ripercussioni sulla loro già precaria situazione lavorativa. Anche numerosi vescovi appoggiano l’azione di uno sciopero, poiché il momento delle festività è un’occasione da cogliere per passare maggior tempo in famiglia, con i propri cari, in un giorno che è simbolo di libertà per tutti.