Lo stabilimento sardo ex-Alcoa di Portovesme diventa ufficialmente svizzero. Questa mattina, infatti, è stato firmato presso il Ministero dello Sviluppo Economico, alla presenza del ministro Carlo Calenda, l'accordo di cessione alla società elvetica Sider Alloys.

Lo stabilimento di Portovesme, oggetto dell'accordo, non era già più posseduto direttamente dalla multinazionale statunitense, ma era stato ceduto alla Invitalia che, quindi, ha provveduto a formalizzare la cessione del complesso industriale sardo alla società elvetica. La buona notizia è che dopo una stasi durata ben 4 anni ora la produzione e, quindi, il lavoro potrà riprendere a pieno regime.

Le dichiarazioni del ministro Calenda

Anche se, ovviamente, esprime profonda soddisfazione per la raggiunta firma dell'accordo, il ministro Calenda tende a mantenere saldamente i piedi per terra. Infatti, afferma, nonostante sia un passo importante nella giusta direzione che dimostra come sia ancora possibile mantenere determinate lavorazioni all'interno dei confini nazionali e, nello stesso tempo, salvaguardare un asset strategico nazionale, per il ministro la crisi potrà dirsi definitivamente superata solo quando uscirà dalla fabbrica il primo lingotto di alluminio prodotto dalla nuova gestione.

Le prospettive per il settore dell'alluminio

Il ministro ha colto l'occasione anche per precisare che è nelle intenzioni del Governo portare rapidamente a soluzione anche la vicenda, molto simile a quella dell'ex stabilimento Alcoa, della Euroallumina Spa, altra azienda operante nel settore dell'alluminio, che attendeva un aiuto da circa 200 milioni di euro, che fino ad ora non si è visto.

Tanto che i lavoratori, già da fine gennaio, hanno dato inizio ad una protesta con presidi permanenti davanti alla Regione Sardegna. L'obiettivo, secondo il ministro, è quello di riportare nella regione del Sulcis il ciclo completo di produzione dell'alluminio.

Il periodo di transizione, necessario per gli adempimenti obbligatori al passaggio di proprietà, sarà gestito da Invitalia, che potrebbe, stando all'Adnkronos, anche verificare la possibilità di una sua partecipazione azionaria al capitale del gruppo svizzero.

Il tutto, ha affermato il ministro Calenda, "per dare spalle e rafforzare l’investitore". Inoltre, il ministro Calenda ha chiesto, a tutela degli interessi italiani, venga valutata attentamente la possibilità di una partecipazione all'azionariato dell'azienda anche da parte dei lavoratori. Questi hanno lottato strenuamente per il proprio posto di lavoro e nessuno di loro, 450 dipendenti considerando anche gli indiretti, perderà la propria occupazione. Ora, la Sider Alloys dovrà iniziare gli incontri con le parti sociali, in primis i sindacati, e stilare il nuovo piano industriale.