L'obiettivo dichiarato, secondo le parole stesse del Commissario agcom Antonio Nicita, è introdurre una regolamentazione condivisa che coniughi efficienza e semplicità per le imprese e l'indispensabile libertà di scelta per i consumatori. Ecco svelato il motivo della consultazione pubblica appena aperta dall'agcom, l'autorità di vigilanza sul mercato delle telecomunicazioni. Ma perché si è resa necessaria questa consultazione? E, sopratutto, quali potrebbero essere le ricadute su mercato e consumatori? Andiamo con ordine.

Le motivazioni della consultazione

Innanzitutto, è necessario precisare che, a livello europeo, esiste un preciso Regolamento, cioè il n°2120 del 2015, che risulta ancora essere lettera morta nel nostro ordinamento e che l'agcom si propone, invece, di rendere pienamente operativo.

Tale regolamento stabilisce, in estrema sintesi, che il consumatore finale ha la facoltà di scegliere liberamente il proprio modem o router, indipendentemente dalle, eventuali, restrizioni commerciali imposte imposte dagli operatori telefonici [VIDEO]. Questo anche in ossequio al principio di neutralità della rete.

Chi verrà coinvolto

Proprio per questi motivi, l'agcom, nel corso dei 30 giorni di durata della consultazione pubblica, punta a coinvolgere e, quindi, a raccogliere i pareri del maggior numero di attori e categorie coinvolti. Quindi, non solo consumatori e operatori telefonici ma, anche, tutti coloro che operano nell'indotto, come distributori, venditori e installatori di apparecchiature. Ma anche il mondo dell'associazionismo.

Le precisazioni del Commissario Nicita

Come ha fatto notare il Commissario Agcom Antonio Nicita, fino ad oggi le varie compagnie operanti sul mercato italiano offrivano ai propri clienti un pacchetto completo, in cui dietro un ulteriore compenso, a volte rateizzato in bolletta [VIDEO], fornivano un modem o router compatibile che rendeva le procedure di allaccio e connessione più rapide e veloci.

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Ora, le aziende potranno, se lo vorranno, continuare ad offrire alla propria clientela la possibilità di ottenere un pacchetto di servizi con modem incluso. Ma deve lasciare a questo la libertà di scegliere, non addebitando costi capestro se il consumatore decide di utilizzare un modem diverso da quello incluso nell'offerta. Inoltre, l'operatore non deve subordinare la fruibilità di servizi aggiuntivi, da parte del consumatore, all'acquisto del modem consigliato o incluso. Infine, sussiste un obbligo di informazione in capo all'operatore telefonico in relazione a qualunque altro tipo di restrizione sia inclusa nel contratto che il consumatore sottoscrive.