Iniziano le belle giornate di sole e molti fanno un pensierino sul prendere la macchina e andare al mare o in montagna. Ma il sogno di una giornata di relax all'aria aperta viene subito infranto dalla realtà contingente, che parla, per chi segue regolarmente i mercati delle commodity, di un prezzo del Petrolio [VIDEO] di nuovo in rapida ascesa e, conseguentemente, dello stesso andamento dei suoi principali prodotti derivati cioè benzina e diesel.

Le attuali quotazioni e le loro cause

Secondo quanto riferisce "Repubblica.it" in questo momento il prezzo del Petrolio Wti, cioè quello principalmente utilizzato per la produzione di carburanti altamente raffinati come le benzine, dovrebbe quotare vicino ai 71 dollari al barile.

La quotazione, in tempo reale, fornita dal Sole24ore, per oggi, lo pone, infatti, a 70,98 dollari al barile, in calo rispetto a ieri di quasi lo 0,5%. Mentre l'altra qualità utilizzata a livello internazionale come benchmark di mercato, il Brent, viene scambiato vicino ai 78 dollari al barile.

Ovviamente, ad infiammare i prezzi, secondo la maggior parte degli analisti, è stato il riacutizzarsi delle tensioni internazionali. In primo luogo, lo scontro diplomatico in atto tra Stati Uniti e Iran sulla questione nucleare. Di conseguenza, come evidenziato dalle tabelle del Ministero dello Sviluppo Economico, il prezzo medio della benzina, sulla rete di distribuzione italiana, alla data del 14 maggio 2018, si attestava a 1,606 euro al litro. Si tratta del prezzo medio più alto da quasi tre anni, cioè da luglio 2015.

Addirittura, secondo "Quotidiano Energia" in modalità servito Il prezzo medio è ancora più alto e prossimo a 1,74 euro al litro.

La reazione dei consumatori

Ovviamente, qualunque sia il tipo di rincaro [VIDEO], non fa certamente piacere a nessuno. Ma vi sono delle associazioni a tutela dei consumatori, come il Codacons, secondo quanto riferisce oggi il quotidiano "La Stampa", che si sarebbe spinto a chiedere che intervengano i Nas per indagare approfonditamente su questa serie di aumenti. Infatti, nel suo comunicato, il Codacons rileva come nel giro di un mese Il pieno di benzina costi ben 2,30 euro in più. E, prosegue il comunicato, anche tenendo conto degli effetti delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, il prezzo del carburante salirebbe troppo velocemente con un evidente danno per i consumatori. Anche perché la benzina venduta oggi è stata, probabilmente, prodotta con del Petrolio acquistato nei mesi precedenti, quando le quotazioni erano inferiori.