Continua l'assedio all'industria dei servizi finanziari da parte di operatori tecnologici: Amazon potrebbe entrare nel mercato assicurativo UK con un marketplace, in diretta concorrenza con i vari siti di comparazione dei prezzi già esistenti nel paese. Secondo quanto riportato dalla Reuters, diverse compagnie assicurative starebbero già discutendo della possibilità di aderire all'iniziativa del colosso del commercio on line.

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La mossa si iscrive in una strategia più ampia che ha visto le collaborazioni con Berkshire Hathaway e JP Morgan in USA con l'intento di ridurre i costi dei servizi sanitari, l'attività di concessione di finanziamenti alle piccole imprese già attiva da alcuni anni e le partnership europee con The Warranty Group per le estensioni di garanzie sui prodotti venduti, oltre all'emissione di carte di credito in partnership con operatori specializzati in Germania e UK.

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Il dilemma della concorrenza

La prospettiva di aderire all'iniziativa promossa dal gigante Big Tech può essere valutata secondo due direttrici contrastanti. Da un lato, vista la sua consistente base di clienti fidelizzati, potrebbe costituire un'interessante opportunità commerciale per le imprese assicurative interessate a far crescere i volumi. Dal'altro, va considerato che la maggiore pressione concorrenziale potrebbe spingere al ribasso i prezzo erodendo i margini di profitto.

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L'effetto annuncio della nuova iniziativa potenziale ha influito negativamente sulle quotazioni dei principali competitor: Moneysupermarket e GoCompare and Admiral, che gestisce la piattaforma the confused.com, hanno registrato ribassi tra 1.6% e 4.6%. La scelta di partire dal Regno Unito non è casuale, dal momento che in questo paese la quantità di prodotti assicurativi veicolati a mezzo siti di confronto tariffe è superiore agli USA e alle altre nazioni europee.

Partire da un sito di comparazione dei prezzi sarebbe inoltre coerente con l'approccio più cauto delle grandi imprese tecnologiche occidentali rispetto ai colossi cinesi come Alibaba e Tencent, che da tempo hanno messo in piedi divisioni dedicate ai servizi finanziari. In parte la motivazione potrebbe essere collegate ai significativi adempimenti e oneri regolamentari di questo settore.

Le prospettive dei servizi finanziari

Vincere la battaglia contro gli intermediari finanziari tradizionali è tutt'altro che facile, se si considera ad esempio l'esperienza negativa di Google che nel 2016 aveva provato a lanciare un sito di confronto sui servizi finanziari, ma chiudendolo dopo solo un anno per scarso traffico.

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E' tuttavia fuori di dubbio che una delle principali determinanti del successo (o anche della semplice sopravvivenza) nell'industria dei servizi finanziari sarà legata alla capacità di rimanere al passo con le principali tendenze della rivoluzione digitale. In quest'ottica, realizzare per tempo accordi di partnership con operatori tecnologici sia in ottica di JV o canali distributivi con i Big Tech, sia in ottica di fornitura con realtà più piccole, appare l'unica strada percorribile per non rimanere indietro.

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