Che le concessioni autostradali fossero per la famiglia Benetton un asset molto importante e redditizio lo si sospettava da tempo, ma ora, dopo la pubblicazione integrale dei termini dell'accordo con lo Stato italiano ne abbiamo la certezza. Infatti andando a leggere l'allegato E della concessione, scopriamo che il capitale investito è pari al 10,21% lordo e al 6,85% al netto delle tasse. I termini della concessione scadono nel 2042.

Se poi leggiamo l'articolo 6 della concessione, vediamo che oltre alla remunerazione da pedaggio, Autostrade riceve un sacco di milioni in fondi pubblici, precisamente 51.6 milioni nel quadriennio 2013-17.

Interessante notare come tale remunerazione sia più alta rispetto a quella riconosciuta come giusta dalla Commissione Europea, che la fissa tra il 4% e il 6% e che tale dato è simile anche per Aeroporti di Roma, altra società del gruppo Atlantia, per il quale è stata raccomandata una remunerazione del 4,8% a fronte del 6,35% attuale.

Cosa ci guadagna lo Stato

In compenso, la controllata della famiglia Benetton versa allo Stato un canone annuo del 2.4% dei proventi netti dei pedaggi e un ulteriore 5% dei proventi derivati da subconcessioni e attività collaterali, come quelle delle stazioni di servizio ed Autogrill, altra società partecipata da Benetton. Dal 2008 tale quota da versare allo Stato è salita al 20%.

Il piano finanziario e le manutenzioni

Il piano finanziario prevede 10,3 miliardi di euro d'investimenti dal 2013 al 2038, con spese di manutenzione pari a circa 28 milioni di euro l'anno: nel 2017 sono saliti pari a 287 milioni. La maggior parte dei lavori viene affidata a società esterne ma, molto spesso, tra queste c'è Pavimental, una controllata Atlantia, cioè in definitiva una società del gruppo cui fa capo Autostrade.

Come si dividono gli investimenti

Gli investimenti sono essenzialmente di tre tipi:quelli che non danno diritto a remunerazione, quelli riguardanti l'aggiunta di terze e quarte corsie e la costruzione di svincoli e gallerie finanziate dal cosiddetto fattore X e da ultimo le spese per barriere acustiche, finanziate dal cosiddetto fattore K.

Il fattore X comprende gli investimenti per la sicurezza, il passante di Genova e i 3.2 miliardi di spesa previsti per la variante della Gronda. Esso viene remunerato anche da aumenti della tariffa autostradale dell'1,1% annuo dal 2013 al 2038, con un aumento complessivo del 24.6% per coprire 7,2 miliardi di investimenti previsti in totale. La voce K viene anch'essa coperta da aumenti tariffari sul pedaggio ed è pari addirittura al +75,69% al 2038.

Se aumenta il traffico devono aumentare gli investimenti

La concessione, prevede anche cosa il concessionario debba fare in caso di aumento del traffico sulla rete autostradale: se aumenta oltre il 5% (con rilevazione fatta ogni 5 anni), allora il gestore è tenuto a versare il surplus di guadagno, in un fondo dal quale attingere per ulteriori investimenti.

Il punto controverso è che è il concessionario stesso ad effettuare i controlli e quindi a destinare i maggiori ricavi, a nuovi investimenti per manutenzioni ordinarie e straordinarie. Attualmente autostrade prevedono, per il quinquennio 2016-2020, un incremento dello 0.8%.

Revoca per giusta causa

La concessione prevede il potere di revoca da parte del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, se il gestore non rispetta gli accordi, compresi quelli relativi alla manutenzione ed ha tempo in tutto 5 mesi per adempiere in caso di contestazione. Altro punto dolente in questo caso è, che comunque lo Stato, per revocare la concessione, deve versare al concessionario il mancato guadagno previsto fino al termine della stessa.

Un salasso per le casse pubbliche pari a 20 miliardi.

L'audizione di Toninelli

Ieri pomeriggio il ministro delle Infrastrutture Toninelli, ha confermato l'ipotesi di avviare una radicale revisione di tutte le concessioni in essere aggiungendo che entro venerdì, Autostrade dovrà consegnare una relazione completa sul crollo del ponte Morandi e sugli interventi previsti per il ripristino del tratto autostradale.