Nel bel mezzo della discussione delle conseguenze della Manovra economica varata nei giorni scorsi dal Governo, sull'argomento è intervenuto il professor Mario Monti, che ieri sera, giovedì 5 ottobre, è stato ospite a 'Piazzapulita' su La7. L'ex Presidente del Consiglio e attuale senatore a vita, si è espresso in particolare sulle scelte economiche e internazionali dell'Esecutivo Lega-M5S. Vediamo le parti salienti di quello che ha detto.

Mario Monti sulla possibilità che l'Italia esca dall'Euro e sui rapporti con l'Europa e coi paesi di Visegrad

Mario Monti ha affermato: "Io cerco di parlare sinceramente. E’ possibile che l’Italia esca dall’Euro, per incapacità di starci dentro, speriamo di no, oppure è possibile come parte di un disegno non dichiarato di riposizionamento dell’Italia in un mondo nel quale si voglia mandare a rotoli l'Unione Europea".

A tal proposito Monti ha aggiunto: "Non vorrei che finissimo dal piano Marshall al Piano Bannon con la complicità dell’Italia. Sembra ci sia un piano di sabotaggio dell’Europa non dichiarato. Perché dovrebbero fare una simile sciocchezza? Perché ricevono appoggio e credibilità Politica, probabilmente ricevono denaro e promesse per un ruolo mirabolante per l'Italia nel futuro se essa riesce a scardinare l'UE.

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(...) Non sono i numeri, ma tutto l'atteggiamento verso l'Europa, il presentarla come nemica. In questi mesi nessuno ha discusso pubblicamente il posizionamento dell'Italia nel mondo. Il ministro degli Esteri, che stimo molto ed è stato mio collaboratore, vede i singoli pezzi della politica internazionale ma credo che nella sua inconsapevolezza gli facciano passare un riposizionamento dell'Italia senza che nessuno se ne accorga.

Siamo ormai vicini ai Paesi di Visegrad e stiamo boicottando l'UE. Dico ai cittadini italiani: dobbiamo vegliare a questo molto più che agli equilibri della finanza pubblica".

Monti: 'Politica economica mette in discussione la stabilità del Paese, ma a chi governa interessano i voti'

L'ex Premier ha poi detto: "Se noi guardiamo la politica italiana in questo momento, ci troviamo di fronte a una politica economica e a una politica europea che sembrano irresponsabili, eppure sono perfette.

La politica economica pare irresponsabile e irrazionale perché mette molto in discussione la stabilità finanziaria del Paese in futuro, a fronte di risultati sulla crescita sperati, che prospettano il ritorno a uno Stato paternalistico-assistenziale. Però è perfettamente razionale sotto l'unico punto di vista che interessa i protagonisti politici: non deludere chi li ha votati e raggranellare altri voti, in vista delle elezioni Europee e non solo".

E poi ha aggiunto: "Il ministro Tria l’ho seguito con grande simpatia e qualche telefonata di incoraggiamento durante questo suo mandato. Mi spiace che alcuni lo abbiano considerato un 'cavallo di Tria' dell'ortodossia finanziaria e dell'Europa, perché è invece una persona con idee molto chiare che ha provato a perseguire le linee del programma di Governo. (...) Io mi sarei dimesso per molto meno di così, ma credo che lui abbia fatto bene a restare"

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