Il 6 marzo chi possiede i requisiti potrà iniziare a fare domanda all'Inps per poter accedere al Reddito di Cittadinanza. Ma, a meno di 48 ore dal via ufficiale, la macchina amministrativa dei controlli sui requisiti dei richiedenti mostra delle evidenti difficoltà. Da quanto risulta a diverse fonti giornalistiche, infatti, come il quotidiano "Il Messaggero", l'Inps dovrebbe impiegare almeno 10 giorni per effettuare i controlli necessari sui richiedenti il sussidio. O almeno su quelli che inoltreranno la domanda già a partire da mercoledì 6 marzo.

E una risposta, positiva o negativa, non si dovrebbe avere prima del prossimo 28 marzo quando il cosiddetto "Decretone" dovrebbe essere convertito in legge.

Le risposte dell'Inps

La data del 28 marzo, comunque, è fin troppo ottimistica. Dato che per presentare la domanda per il Reddito di cittadinanza c'è tempo fino al 31 marzo. Come mette in evidenza il "Sole24ore" i richiedenti dovrebbero ricevere una risposta definitiva dall'Inps tra il 26 e il 30 aprile. Ad indicare questa tabella di marcia è stata la Consulta dei Caf dopo la firma del pre-accordo sull'intesa raggiunta con l'Inps. Nel caso la domanda di sussidio dovesse essere accolta positivamente verrà inviato al beneficiario o un sms o una e-mail.

Successivamente, il richiedente riceverà una comunicazione da Poste italiane per informarlo in quale ufficio postale andare a ritirare la sua "card". Su tale carta, comunque, l'importo riconosciuto non verrà caricato prima del mese di maggio.

I ritardi nella macchina dei controlli

Come evidenziato da il quotidiano "Il Messaggero" per poter entrare in funzione a pieno regime il Reddito di Cittadinanza ha bisogno che vengano varati almeno una quindicina di decreti attuativi.

Inoltre, devono ancora essere fissate definitivamente le regole che i vari uffici della Pubblica Amministrazione devono seguire per effettuare i controlli sui requisiti di idoneità per ottenere il sussidio. Ad esempio, gli oltre 8.000 Comuni italiani non sono dotati di un'unica rete interconnessa per verificare i dati anagrafici.

E questo è un dettaglio importante, perché senza possedere il requisito dei 10 anni di residenza in Italia non è possibile ottenere il sussidio. Inoltre, il Governo deve ancora stabilire dettagliatamente quali sono le spese per le quali è possibile utilizzare l'importo caricato sulla card. Ancora, deve essere stilata e resa disponibile la lista di Paesi extra-Ue dai quali non è possibile ricevere la documentazione patrimoniale degli stranieri residenti in Italia. E, per finire, entro il prossimo mese di luglio i Comuni italiani dovranno avviare le procedure per impiegare i percettori del RdC in attività socialmente utili. Senza contare che non sono ancora stati assunti nemmeno i navigator.

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