Gli occhi dell'Europa sono puntati su Atene. Domani, 25 gennaio, la Grecia si prepara ad una votazione che presenta dubbi ed incognite per tutto il paese. Se, come è stato previsto, la Sinistra Radicale dovesse vincere, ha detto il leader Tsipras: "Non rispetteremo gli accordi sottoscritti da chi ci ha preceduto". Pretende mani libere ed un forte potere per sé e per il suo partito per rinegoziare il suo debito con il paese. Per questo motivo, Tsipras chiede ai greci di votarlo in massa per un esecutivo monocolore che spazi via gli accordi sul salvataggio della Grecia presi da Antonis Samaras della Neo Demokratia.

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Le forti dichiarazioni di Alexis Tsipras hanno diviso il popolo greco: gioco al rialzo per fare il pieno alle urne o seria sfida alla Troika? "Mi ha fatto molta paura ciò che Tsipras ha detto in TV, se la Grecia non rispetta gli accordi con l'Europa ne pagherà le conseguenze" dice un signore in Piazza Syntagma.

Un sondaggio ha rivelato che il leader della Sinistra Radicale, che sta attirando anche il voto moderato del malcontento, ha al momento un vantaggio di sei punti rispetto a Neo Demokratia. "Vogliamo arrivare forti di un voto plebiscitario a trattare con la Troika- ha ribadito Tsipras da Creta - per non essere costretti ad allearci con partiti che difendono le posizioni della Banca Centrale Europea e della Commissione Europea e rinegoziare l'insostenibile debito greco di cui il partito di Syriza vorrebbe almeno una parziale cancellazione". Ad ogni modo, negli ultimi giorni due banche greche hanno chiesto finanziamenti urgenti alla BCE, affinché le banche elleniche continuino a sopravvivere. Queste debbono presentare titoli di stato greci alla Banca Centrale Europea in cambio di prestiti, ma perché la BCE non consideri tali titoli mera carta straccia, la Grecia deve continuare a risanare; questo è dunque il paradosso.

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Lo Stato greco, per risanare, deve inoltre continuare a sottostare al rigoroso piano di austerity che la Troika ha imposto severamente e senza compromessi, l'esatto opposto di ciò che ieri sera Tsipras ha annunciato. C'è inoltre Mario Draghi che ricorda saggiamente: "Se un singolo paese dell'Eurozona uscisse da essa, sarebbero guai seri per tutti".