Germania Eldorado dell’Europa? Forse non più. A confermare il calo di prestigio della nazione tedesca anche sul fronte dell’occupazione i dati diffusi in questi giorni dall’Ufficio del lavoro. Sarebbero quasi 3 milioni, 4700 unità in più rispetto allo scorso anno i tedeschi rimasti senza lavoro. Il tasso di disoccupazione è salito nel 2016 dello 0,1% al 6,0%.

Il capo del Bundesagentur für Arbeit - l‘Agenzia federale del lavoro – Frank-Jürgen Weise ha dichiarato in una recente intervista a Focus: "Nonostante il mercato del lavoro abbia registrato un lieve miglioramento nel mese di luglio con l'inizio della pausa estiva, il numero dei disoccupati è aumentato, e anche i dati relativi al lavoro stagionale hanno fatto registrare un netto calo”.

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Dopo un “aggiustamento” stagionale risultano essere nel corrente mese di luglio 2,682 milioni per la precisione le persone senza lavoro in Germania. Una cifra ragguardevole ove si consideri che restano esclusi dal computo gli oltre 3 milioni di immigrati dai Paesi europei ed extra-europei, tra cui moltissimi italiani.

Per questi ultimi lo scoglio della lingua unito a quello di una burocrazia sempre più farraginosa sembra essere tra i fattori determinanti che portano infine alla decisione di rinunciare e rientrare nel Paese d’origine.

Cittadini vs ragion di Stato

Secondo studiosi del fenomeno ed economisti la crescita dei disoccupati è imputabile in buona parte al recente malessere indotto dai gravi episodi di corruzione come quello che ha coinvolto la Volkswagen e ancora prima della celebre ditta di auto tedesche, la Siemens, la Bayer e la Lufthansa. Neppure la Deutsche Bank è risultata esente da “peccato”. Una potente scossa ha rappresentato per i tedeschi – e non solo – la notizia della chiusura di ben 43 filiali nella sola Berlino.

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Tutto questo non fa che aumentare il clima di incertezza mentre cala vertiginosamente la fiducia dei cittadini nelle istituzioni con una inevitabile ricaduta sulla sfera prettamente politica. L’attuale coalizione di Governo appare agli occhi del popolo tedesco più propensa ad aiutare gli stranieri che non i nativi. La Merkel e il suo partito sono nell’occhio del ciclone. Ma anche l’AdF (Alternative für Deutschland) il partito della destra xenofoba, rischia di perdere di credibilità dopo la rivelazione shock diffusa recentemente dai media che l’autore della recente strage di Monaco Ali Sonboly sarebbe stato tra i suoi sostenitori.