Accoglienza non significa terrorismo. Lo aveva già sottolineato più volte e in diverse occasioni la cancelliera tedesca Angela Merkel. Lo ha ribadito qualche ora fa l'ex presidente del Parlamento europeo Schulz in visita a Würzburg odierna tappa del tour nella corsa alle elezioni per la cancelleria.

E lo ha fatto, Schulz, chiamando in causa tutta l'Europa, a cominciare inevitabilmente dall' Italia

La Germania è una democrazia forte - ha detto il presidente dell'SPD - basata sul rispetto e sulla tolleranza. E in quanto tale ribadisce il suo fermo "no" al nazionalismo aggressivo modello Le Pen. "Movimenti e partiti come l'AfD - ha dichiarato Schulz tra gli applausi scroscianti dell'uditorio - sono una vergogna per la nostra Repubblica".

Per questo la Germania è pronta a raccogliere la sfida dell'UE e a ricevere altri 27,000 profughi, ben il 90% in più delle presenze registrate nell'ultimo biennio.

Un'emergenza umanitaria senza precedenti

Secondo un rapporto della Commissione europea è proprio la nazione tedesca ad aver accolto il maggior numero di rifugiati provenienti da Grecia e Italia. Ma i dati attuali mostrano che c'è ancora molto da fare per raggiungere e restituire dignità ai numerosi immigrati - tra cui molte donne e bambini - rimasti bloccati alle frontiere.

Un'emergenza umanitaria senza precedenti che impone provvedimenti improcrastinabili. Gli Stati membri dell'UE avevano stabilito già nel 2015 di riallocare i profughi dai paesi di arrivo in tutto il territorio europeo.

In totale, saranno distribuiti nel settembre 2017 in Europa circa 100.000 rifugiati.

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Per questa ragione tutte le nazioni devono "intensificare i loro sforzi". Finora solo la Finlandia e Malta hanno onorato il loro impegno. La Germania - dal canto suo - può e deve fare molto di più, secondo il rapporto della Commissione Europea. "Se gli Stati membri non accelereranno il processo di redistribuzione e non adempieranno quanto prima ai loro doveri la Commissione non esiterà ad adottare misure prescrittive nei riguardi di quei Paesi che si sottrarranno ai loro impegni" ha dichiarato il commissario europeo Dimitris Avramopoulos. E ha minacciato in casi estremi l'applicazione di pesanti sanzioni pecuniarie.

Anche l'organizzazione "Medici senza frontiere" ha esortato il governo federale a fare presto e ad agire tempestivamente nei confronti di quei paesi dell'UE che non tengono fede alle loro promesse.