Marine Le Pen, leader dell'ex Front National (ora divenuto Rassemblement National), ha ricevuto dalla magistratura di Nanterre una disposizione alquanto insolita. La capogruppo dovrebbe essere sottoposta ad una perizia psichiatrica, con l'accusa d'aver pubblicato alcune immagini ritraenti le esecuzioni dello Stato Islamico.

Le Pen: 'Allucinante, ma non ci andrò'

Marine Le Pen non ha accolto di buon grado le intenzioni dei giudici, tant'è che alcune testate la descrivono come ''furiosa'' al momento di commentare la vicenda. ''Per aver denunciato gli orrori di Daesch attraverso dei tweet, la giustizia mi sottopone ad una perizia psichiatrica.

Fino a dove vogliono arrivare?'' chiede la leader incredula, aggiungendo che ''dai magistrati bisogna aspettarsi di tutto''.

La Le Pen, inoltre, è pronta a sfidare la magistratura [VIDEO], opponendosi alla decisione e testando fino a che punto potrà avvalersi della libertà di rifiutarsi. ''Non ci andrò -tuona- aspetto di vedere come i magistrati mi costringeranno". Infine, la leader di Rassemblement National ha puntato l'attenzione sulla libertà d'espressione, descrivendo come ''allucinante'' quanto avvenuto e denunciando che ''viviamo in un regime che comincia a far paura, [poiché] credevo di aver diritto alla libertà d'espressione: invece no''. Il ministro dell'Interno italiano, Matteo Salvini, ha prontamente espresso vicinanza alla collega d'oltralpe, scrivendo su Twitter di 'non aver parole' e di mostrare ''solidarietà a lei e ai francesi che amano la libertà''.

Le immagini pubblicate da Marine Le Pen

Nel dicembre 2015, Marine Le Pen ha condiviso sui social le macabre immagini della 'propaganda del terrore' dell'Isis, che più di una volta ha reso pubblici i filmati e le fotografie delle persone giustiziate dai terroristi. In particolare, come ricorda il sito web Politico, si tratta di tre foto: la prima di James Foley, un giornalista americano decapitato dallo Stato Islamico [VIDEO]; la seconda, di un uomo con una tuta arancione che veniva barbaramente trascinato da un carro armato e, la terza, di un altro uomo bruciato vivo all'interno di una gabbia.

I contenuti sono stati contrassegnati come ''violenti'' e il tribunale di Nanterre ha avviato un'inchiesta con l'accusa di ''diffusione di immagini violente'', che potrebbero ''incitare al terrorismo'' o essere viste da un minore. Dai documenti sottoscritti dai magistrati, che la stessa Le Pen ha pubblicato, i giudici valuteranno se la donna possa essere affetta da un disturbo mentale e se esso possa aver alterato le sue capacità al momento della condivisione delle immagini.