Miur, scuola: i docenti si ribellano al piano Giannini-Reggi
Innanzitutto, il dito viene puntato sulla quantità e sulla qualità del lavoro degli insegnanti, retribuito con uno stipendio tra i più bassi in Europa e bloccato da ormai sette anni.
Ciò che più fa male, però, è l'innalzamento delle ore di lavoro che addirittura, secondo il piano Reggi-Giannini, verrà raddoppiato: il tentativo portato avanti dall'ex ministro Profumo di portare a 24 ore settimanali con uno stipendio invariato ha trovato sfogo in un ulteriore penalizzazione che costringerà i docenti ad orari 'infernali', visto che si parla di scuole aperte fino alle 22.
Anche il concetto di 'premio' agli insegnanti più meritevoli è oggetto di forti critiche perchè, secondo i docenti, farà 'strada' chi si troverà maggiormente nelle 'grazie' dei dirigenti scolastici e non certo coloro che avranno dimostrato maggiore professionalità.
Infine, non possono mancare le proteste per l'inevitabile licenziamento di 120.000 supplenti e precari e per l'aumento dei giorni di scuola che da 208 passeranno a 230: il deciso 'no' degli insegnanti a queste proposte definite 'tiranniche' del governo Renzi e del ministero dell'istruzione troveranno sfogo nelle manifestazioni che verranno programmate nei prossimi giorni.