Se c'è chi esulta per la nuova proposta organica dell'Inps sulla riforma pensioni 2015 che dovrebbe essere presentata entro giugno e dovrebbe prevedere nuove forme di flessibilità in uscita per la pensione anticipata e tagli alle pensioni d'oro, c'è anche chi critica duramente le nuove dichiarazioni del presidente dell'Istituto nazionale di previdenza sociale Tito Boeri a Otto e mezzo su La 7 che hanno ulteriormente potenziato i riflettori già accesi sulla necessità di modificare la legge Fornero. "Ancora una volta assistiamo - ha dichiarato il presidente di Federmanager Giorgio Ambrogioni commentando le proposte di Boeri sulla riforma del sistema previdenziale - ad un attacco diretto e demagogico alle pensioni di categoria, mentre ci aspettavamo un approccio profondamente diverso - ha sottolineato - da parte di un tecnico come il professor Boeri".

Boeri, intervistato da Lilly Gruber a Otto e mezzo, ha fatto anche riferimento alle pensioni erogate ai dirigenti ex Inpdai. "Il professor Boeri - ha affermato Ambrogioni - parla di una operazione trasparenza e noi siamo d'accordo nel farla ma a condizione che riguardi tutti, nessuno escluso". Dunque, la Federmanager chiede che l'operazione trasparenza sul sistema pensionistico italiano, sui danni arrecati a tanti e sui privilegi concessi a pochi con la riforma Fornero, venga fatta a partire "dalle pensioni minime fino a quelle di importo più elevato, da quelle del settore privato a quelle del settore pubblico, senza guardare in faccia nessuno e - ha sottolineato - senza demagogia".

Pensioni, Messina (Idv): 'Bene Boeri, cancelliamo i disastri della Fornero'

Condivide invece la proposta Inps il leader di Italia dei Valori Ignazio Messina. "Oggi - ha detto - condividiamo l'operazione trasparenza avviata dal neopresidente Inps Boeri. Occorre correggere al più presto - ha sottolineato il segretario di Idv - le profonde storture del sistema pensionistico italiano, come le pensioni d'oro, che in alcuni casi costituiscono delle iniquità intollerabili. La nostra proposta prevede l'introduzione di nuove forme di pensione anticipata attraverso una flessibilità in uscita". "Noi chiediamo - ha proseguito Messina condividendo sostanzialmente quanto viene proposto con il ddl Damiano in commissione Lavoro alla Camera - che tra i 60 ed i 70 anni i lavoratori abbiano la libertà di scegliere quando andare in pensione con 35 anni di contributi versati, con penalità decrescenti tra i 60 e i 65 anni ed incentivi fino ai 70.

Così - ha sottolineato il leader di Italia dei Valori - si darà lavoro ai giovani e si aiuteranno anche le imprese".

Landini e la Coalizione Sociale in piazza per rottamare la Fornero

Intanto, per la riforma delle pensioni e contro il Jobs act di Renzi e Poletti scenderà in piazza il 28 marzo prossimo la Fiom guidata da Maurizio Landini. "Basta la terza elementare - ha detto il leader della nuova Coalizione Sociale intervenendo ieri alla Giornata della memoria per le vittime di mafia promossa da Libera a Bologna - per capire che se si aumenta l'età pensionabile, si satura ancora di più il mondo del lavoro e, di certo, non si aiutano i giovani a trovare una occupazione".