La questione emergenza edilizia scolastica esplode in tutta la sua drammaticità dopo il crollo avvenuto in una scuola di Ostuni di cui tutti i i principali quotidiani nazionali ne hanno riferito nelle pagine di cronaca di ieri, da Repubblica a Il Tempo, fino a Il Giornale che questa mattina richiama la strana coincidenza del taglio di risorse nel Def, a dispetto del tesoretto di 1,6 miliardi annunciato con somma boria dal Presidente del Consiglio, da destinare al rifacimento delle scuole. E intanto prosegue lo sciopero dal 9 al 18 aprile contro la riforma della scuola con la manifestazione di Piazza SS.

Apostoli di sabato prossimo, come riportato in una nota su Cisl.it rivolta alle Rsu sindacali di Gilda, Uil, Snals, Cisl e Cgil.

Altri tagli alla scuola

Matteo Renzi dimentica il personale Ata della scuola ma questa non sembra essere l'unica dimenticanza; cominciano a diventare preoccupanti le amnesie in serie di un premier che nasconde all'opinione pubblica il fatto di ignorare completamente la sentenza della Corte di Giustizia Europea per non aver incluso i precari nel piano di stabilizzazione. Se fin qui i genitori dei ragazzi potevano anche mostrare indifferenza, ora quanto accaduto ad Ostuni, con il crollo del solaio di una scuola elementare, li deve seriamente preoccupare. L'ex sindaco fiorentino Matteo Renzi aveva promesso di destinare 3,5 miliardi di euro per l'edilizia scolastica e 3 miliardi per il riordino del sistema scolastico con l'assunzione di tutti i precari.

Invece dal cilindro sbuca la sorpresa del taglio di 500 milioni nel Def che viene praticato sull'edilizia scolastica, come in un articolo apparso stamane sul quotidiano milanese Il Giornale. Su Repubblica la rabbia dei genitori che chiedono che lavori siano stati fatti.

L'Annus Horribilis

Alla Enrico Pessina di Ostuni i feriti sono stati proprio i bambini che sono stati medicati al pronto soccorso con l'applicazione di alcuni punti di sutura. Fortunatamente i due piccoli se la sono cavata, così come la maestra che ha riportato alcune escoriazioni. Quello della scuola pugliese è il quarto episodio di cedimento strutturale avvenuto quest'anno dopo gli episodi che hanno visto coinvolti ben cinque bambini di una materna di Sesto San Giovanni (Milano), due ragazzi della scuola media G.Verga di Firenze e quello nel quale tre studenti dell'alberghiero di Pescara riportavano ferite fortunatamente non gravi quando si staccava parte del soffitto.

Ma in precedenza, in un arco di tempo di 6 anni, ben altre conseguenze si sono avute in altre scuole, come descrive un articolo pubblicato ieri da Il Tempo del quale ne riportiamo un breve estratto di seguito.

Un bollettino di guerra

Il più tragico resta quello del 22 novembre 2008 al liceo Darwin di Rivoli: 1 morto, 17 feriti e sei condanne ai responsabili per la sicurezza. Nel 2012 i crolli riguardano le scuole elementari "Marco Polo" di Cardito (Napoli) e la "De Amicis" di Massafra (Taranto). A febbraio un distacco di una plafoniera ferisce una studentessa del liceo artistico di Massa Carrara. Tre crolli nel 2013: un'altra scuola elementare coinvolta a Rogoredo in provincia di Lecco con tre bambini feriti e due istituti delle superiori a Bari e a Cagliari.

Sono 5 gli episodi nel 2014 con i crolli di Roma ai Parioli e a Tivoli, proseguendo per la materna di Castellamonte (Torino), l'elementare di Russi (Ravenna), la scuola elementare di Bonagia (Palermo) e quello dello scientifico di Lecce dove ha perso la vita uno studente di 17 anni.