Con il disegno di legge sulla Buona scuola voluto dal Governo Renzi, ad ogni Scuola saranno assegnati i propri professori. I dirigenti scolastici, infatti, sceglieranno gli insegnanti ai quali proporranno gli incarichi triennali di insegnamento. Tali incarichi saranno anche rinnovabili, ma i prof non potranno vantare il diritto di rimanere nella stessa scuola se il dirigente scolastico non dovesse rinnovare loro l'incarico.

I presidi, poi, sceglieranno anche i prof che costituiranno il proprio staff nella percentuale del 10% dell'organico dell'istituto: è l'articolo 7 del disegno di legge, in votazione al Parlamento, a prevederlo. Entriamo nel dettaglio nella norma di riforma della scuola italiana.

Riforma scuola, come faranno i presidi a conferire l'incarico triennale ai docenti?

Ciascun preside proporrà gli incarichi ai docenti di ruolo assegnati all'ambito territoriale, pur considerando le candidature presentate dagli stessi docenti.

E' questa la novità dell'ultima ora, contenuta negli emendamenti votati dalla Camera: i docenti, in pratica, saranno scelti dal preside, ma potranno presentare anche una propria autocandidatura. Inoltre, il preside potrà avvalersi di insegnanti appartenenti a classi di concorso diverse da quelle per le quali posseggono l'abilitazione, purché abbiano titoli di studio validi, competenze, percorsi formativi per l'insegnamento nella disciplina in oggetto.

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Scuola Matteo Renzi

L'incarico avrà durata triennale e sarà rinnovabile per ulteriori periodi di tre anni in tre anni: il conferimento da parte del dirigente scolastico dovrà avvenire valorizzando il curriculum del candidato, le competenze e le esperienze acquisite. Il preside, nel caso in cui ne abbia bisogno, potrà avvalersi anche di veri e propri colloqui con i docenti.

Ciò che si richiede ai presidi è la trasparenza: il conferimento degli incarichi dovrà essere pubblicato sul sito istituzionale della scuola e dovrà essere allegato anche il curriculum dei docenti che hanno ottenuto l'incarico.

Ddl Buona scuola, cosa succede se il docente dovesse ricevere più proposte di incarico o non dovesse riceverne?

Il docente potrà contare sul proprio curriculum, ma non avrà potere negoziale per il conferimento dell'incarico. Il prof non potrà rifiutare la proposta di incarico, a meno che non riceva più proposte nello stesso momento: in tal caso sarà lui stesso a decidere a quale aderire.

Intanto è stato chiarito anche il caso in cui il preside non proceda all'assegnazione degli incarichi o un candidato non riceva alcuna proposta: in entrambi i casi, sarà l'ufficio scolastico regionale a procedere all'assegnazione d'ufficio.

Buona Scuola, dal 1° settembre 2016 scomparirà la titolarità di sede

Secondo l'articolo 6 del Ddl Buona scuola i docenti, a partire dal 1° settembre 2016, non avranno più il diritto ad avere una sede di titolarità. I loro nomi saranno inseriti in albi, che potranno avere l'estensione territoriale di una provincia, ma anche più ampia, e potranno fare domanda di trasferimento emigrando da un albo ad un altro, senza poter designare la sede, come succede oggi.

Pertanto i docenti rimarranno nelle sede ad oggi assegnata finché non faranno domanda di trasferimento o a meno che non diventino soprannumerari, condizione che li riporterebbe negli albi in attesa di un incarico triennale dei presidi.

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