"Nel 2014 la crescita degli aderenti al sistema è stata del 5,4 %, per effetto dell'incremento delle adesioni individuali a Pip e fondi pensione aperti, ed ha riguardato tutte le categorie di lavoratori": sono le parole contenute nella relazione annuale pubblicata oggi dalla Covip, che si concentra sull'andamento del secondo pilastro previdenziale in Italia. Il testo espone i dati all'esecutivo e lo richiama all'azione per fare in modo che "il welfare integrativo" possa "rappresentare una fondamentale leva per la gestione e lo sviluppo di un più evoluto e moderno sistema di garanzie sociali".

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In questo senso, il Consiglio vuole accogliere la difficile sfida che riguarda il futuro del comparto previdenziale in Italia, soprattutto se messo a confronto con i drastici cambiamenti che hanno caratterizzato l'economia e il mondo del lavoro del nostro Paese negli ultimi anni. Nella pratica, la Covip chiede ai decisori pubblici di aiutare a sviluppare le adesioni in coloro che finora hanno deciso di adottare un atteggiamento astensionista, nonché di pensare a come far evolvere il sistema previdenziale: ad esempio strutturando un insieme di normative che facilitino la creazione di fondi integrativi sanitari.

Fondi pensione, ecco tutti i numeri e i dati aggiornati relativi alla previdenza integrativa in Italia: allarme per le sospensioni

Stante la situazione, non sono mancate le occasioni di approfondimento in relazione alla base di dati raccolta dal Covip sulla previdenza complementare. Per quanto concerne l'anno 2015, coloro che hanno scritto un piano pensionistico alternativo all'Inps superano i sei milioni di soggetti e rappresentano quasi un terzo dell'intera platea dei lavoratori.

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Interessanti anche i dati sulla situazione patrimoniale complessiva del comparto, che raggiunge e supera i 130 miliardi di euro con una crescita del 12% sul dato registrato alla fine dell'anno precedente. Destano invece un certo allarme le sospensioni, ovvero quei casi in cui il lavoratore decide di fermare la contribuzione dopo essersi iscritto: sarebbero ben più di un milione e mezzo coloro che hanno deciso di congelare i versamenti al proprio fondo di secondo pilastro. La motivazione principale per tale fenomeno è da ricondurre alla crisi economia ed ai relativi fenomeni di riduzione del reddito percepito o di perdita del posto di lavoro.

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