Apprendiamo da un'Ansa la novità dell'inizio delle lezioni nelle scuole per il prossimo anno, con l'approvazione del calendario scolastico 2015/2016. Si comincerà il giorno 15 settembre 2015 con chiusura fissata al giorno 8 giugno 2016, mentre le scuole dell'infanzia chiuderanno il 30 giugno 2016. La conferma arriva dalle parole del vicepresidente, nonché assessore per la Scuola in Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio. Dietro richiesta diretta da parte delle scuole vengono introdotti elementi di flessibilità, afferma Smeriglio, a condizione che si garantisca lo svolgimento di un numero di giorni di lezione non inferiore a 206 come previsto dal calendario scolastico 2015/2016.

Settimana decisiva

Intanto da lunedì parte lo stato di agitazione proclamato dai sindacati per protestare contro il Ddl attraverso il blocco degli scrutini.

Sul sito del Miur sono state pubblicate le sigle che hanno indetto lo sciopero degli scrutini con le modalità di partecipazione al blocco di tali operazioni. Le sigle sindacali promotrici sono Cobas, Gilda, Unicobas, Snals, Flc Cgil, Uil e Cisl. I Cub e la Ugl praticheranno le identiche modalità operative dei confederali. Anief proclama il blocco degli scrutini ad eccezione delle classi terminali. Nel corso della stessa giornata di lunedì avrà luogo anche una infuocata direzione del PD per stabilire la linea di condotta sul voto in senato.

Segnali contrastanti e dubbio tenuta

Queste sono le reazioni dei sindacati all'ostinazione di Renzi a non modificare la riforma. Anche le recenti dichiarazioni di Renzi a RepIdee di confermare l'impianto originale di riforma, contando di portarlo a casa entro questo mese, rinforzano le posizioni di contrasto e qualcuno si organizza a studiare gli elementi di incostituzionalità per ricorrere alla Consulta allo scopo di annullare una riforma discriminatoria e a tutto vantaggio delle classi più abbienti.

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Su queste convinzioni pendono però due incognite costituite da altre defezioni in seno ai popolari di Gal, come scriveva Affaritaliani.it, con una decina di malpancisti pronti a far passare clamorosamente in minoranza il governo e a far saltare tutto.