Con il piano straordinario delle assunzioni, punto forte della Buona scuola di Renzi, nel pieno delle operazioni delle immissioni in ruolo delle fasi 'Zero' e 'A', il Ministero dell’Istruzione già dalla prossima settimana si metterà a lavoro per il prossimo concorso nella Scuola. Il bando, secondo quanto previsto dalla Legge 107 del 2015, dovrà essere pronto entro il prossimo 1° dicembre senza ritardi: solo in questo modo il ministro Giannini riuscirà a mettere in vetrina il fatto che le assunzioni nella scuola seguono un piano organico che prevede, con la riforma a pieno regime, il concorso come unico canale di immissione in ruolo.

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La novità dell’ultima ora, fa sapere Italia Oggi, è che le cattedre disponibili potrebbero passare dalle oltre 60 mila, come si era annunciato finora, a circa 80 mila, andando ad aggiungere anche altri 15 mila posti al momento disponibili, ma non coperti per la mancanza di candidati.

Concorso scuola 2016, quanti saranno i posti messi a bando?

Con le assunzioni del nuovo concorso, previsto per il 2016, il Governo Renzi cercherà di dare un riscontro anche ai precari delle Graduatorie ad esaurimento (Gae) e ai docenti abilitati delle scuole medie e superiori.

Rimarrebbe da risolvere il problema degli insegnanti delle scuole dell’infanzia e delle elementari, le cui graduatorie sono ormai da tempo al collasso.

Un numero più preciso dei posti del concorso che verranno messi a bando si potrà avere con le operazioni di potenziamento del personale scuola con le fasi 'B' e 'C' della Buona scuola: molto dipenderà dalle richieste che faranno le singole scuole e dal fabbisogno di reclutamento.

Novità concorso scuola, i posti saranno assegnati a livello nazionale?

Tuttavia, azzardare delle previsioni sui posti diventa impresa impossibile, se si pensa al piano straordinario della mobilità cui gli Uffici scolastici regionali dovranno far fronte nel 2016: non si può sapere quanti saranno i docenti che faranno domanda per tornare nella propria provincia di residenza.

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Proprio per questo motivo, si fa strada l’ipotesi più volte accreditata dal Miur: il nuovo concorso nella scuola definirà il numero delle cattedre a livello nazionale e non regionale, ripartendoli, in una seconda fase, nel territorio.