"La flessibilità in uscita verso la pensione rispetto all'innalzamento netto dell'età introdotto con la legge Fornero sulla previdenza è un tema ineludibile": ad affermarlo è il Ministro del lavoro Giuliano Poletti, così come riportato dal Sole 24 Ore. Si tratta quindi dell'ennesima conferma di come la questione della flessibilità previdenziale è destinata ad essere uno dei nodi di discussione più importanti riguardo la legge di stabilità 2016. Poletti era già tornato negli scorsi giorni sulla vicenda, offrendo anche uno spaccato su quella che sembra essere l'interpretazione prevalente da parte dei tecnici del Governo, riguardo la quadra da reperire nei conti pubblici.

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"Secondo me la pensione anticipata non dev'essere per forza a costo zero e le penalizzazioni non possono essere insostenibili" pertanto l'idea è quello di trovare un compromesso generale tra le varie esigenze, puntando anche a raggiungere un risultato nel nodo della disoccupazione giovanile.

Pensioni anticipate, la staffetta generazionale resta uno degli obiettivi della riforma

Stante la situazione, resta ancora da capire quali saranno le proposte di flessibilità previdenziale adottate dal Governo.

Molti lavoratori sperano in una ripresa delle misure suggerite dal Presidente della Commissione lavoro alla Camera: stiamo parlando della pensione anticipata con Quota 97 e penalizzazione progressiva del 2% o 3% (a seconda del reddito del pensionato), oppure dell'uscita con 41 anni senza ulteriori penalità e senza requisiti anagrafici per i lavoratori precoci. Sembra invece allontanarsi la possibilità di un ricalcolo interamente contributivo della mensilità erogata, che viene considerato da più parti come eccessivamente oneroso nel caso di una misura destinate a persone che hanno vissuto o stanno vivendo situazioni di disagio o disoccupazione.

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Pensioni, Poletti esclude un possibile ripristino della situazione precedente

Sembra invece restare al di fuori di ogni possibile discussione un ripristino della situazione allo stato precedente la riforma Fornero avvenuta nel 2011. Il Ministro Poletti ha infatti spiegato che risulta impraticabile ritornare indietro: "non si può tornare alle regole che avevamo prima" sottolinea durante un'intervista al Corriere, mettendo così dei paletti sulla possibile ampiezza della riforma in via di preparazione.

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