Nessun grande ponte si costruisce in un giorno e se a lavorare non sono due squadre di operai, una di qua e una di là dal ponte, la nostra opera d’ingegneria non verrà mai su. Questa metafora sembra possa essere riproposta al cammino che stanno cercando di portare avanti ormai da anni i governi italiani. Alla fine nessuno ha mai avuto il coraggio di intervenire davvero ma oggi l’Esecutivo Renzi si prepara a fare un passo che potrebbe essere decisivo. Se tutti, ministro Poletti in testa, hanno ribadito come la manovra previdenziale ‘sia oramai ineludibile’ un motivo ci sarà, ecco che quella fra le mani del premier ex sindaco di Firenze somiglia sempre più ad una chance da non lasciarsi sfuggire.

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Nella nostra metafora la riforma non può che essere un ‘ponte’ perché dovrà cercare di traghettare migliaia di lavoratori da un punto all’altro, dal lavoro alla pensione per intendersi. E le squadre di operai? Sono molto più di due, a comandare alcuni dei plotoni Padoan, Renzi e Boeri, ma solo una profonda condivisione potrà davvero condurre al successo. La nuova proposta targata Baretta appare allora degna di considerazione, a patto che tutti poggino scudi e spade in terra e prestino davvero attenzione.

Novità pensione anticipata, news oggi 7-09: Padoan e Boeri, penalizzazioni agganciate al reddito?

Tra due giorni si terrà una riunione in Commissione Lavoro, una sorta di succoso antipasto in vista della Legge di Stabilità che arriverà ad autunno. A margine del meeting si tenterà di trovare una soluzione ad alcune vertenze previdenziali onde mettere un punto e ‘andare in capo’ prima della ratifica del provvedimento che certificherà il bilancio dello Stato per l’anno a venire. Nell’attesa le ipotesi di riforma continuano a moltiplicarsi.

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Le ultime news sulla pensione anticipata aggiornate ad oggi 7 settembre si rifanno allora alla proposta del sottosegretario all’economia Baretta che vorrebbe agganciare le penalizzazioni da apportare sugli assegni previdenziali al reddito percepito. Dopo aver puntato i riflettori sul rilascio di un assegno ‘che sarà più basso e decurtato per tutta la vita’ (cosa che sul lungo periodo consentirà allo Stato di incamerare importanti risorse), Baretta ha proposto di modulare l’incremento delle penalizzazioni sull’ammontare della quiescenza.

‘Se prendi 1500 euro ti taglio il 2%, se prendi 2500 te ne taglio un po’ di più’ ha chiosato Baretta, che ha poi sottolineato come i calcoli elaborati dall’INPS di Boeri in merito alla fattibilità di questa o quella riforma risultino irrealistici perché legati ad un utilizzo istantaneo e di massa dei nuovi meccanismi previdenziali eventualmente configurati. Legare le penalizzazioni al reddito potrebbe essere l’idea giusta, chissà che Renzi, Boeri and co non decidano davvero di cavalcarla.

Parlando sempre del percorso di riassetto del sistema previdenziale appare poi interessante sottolineare quanto fatto dalla CISL di Anna Maria Furlan che ha provveduto a depositare un ddl su fisco e Pensioni di iniziativa popolare.

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‘Proponiamo 1000 euro di tasse in meno per i redditi fino a 40mila euro e nessuna tassa sulla 1° casa’ ha fatto sapere la Furlan, che ha poi ribadito di aver centrato quota 500mila firme in sei mesi di lavoro. ‘Vogliamo un fisco equo per i cittadini e i per pensionati’ ha ribadito il leader del sindacato bianco, che ha poi tenuto a precisare la natura della proposta presentata in Parlamento. ‘Si tratta di un testo semplice e lineare, comprensibile a tutti’, un punto certamente importante specie in un’epoca nella quale si ritiene che più il testo di una legge sia complicato maggiore sia la sua forza od efficacia.