Sul bonus di 500 euro il mondo della scuola si spacca creando due fronti opposti di favorevoli e contrari. L'Ansa riporta dell'iniziativa di ieri di un gruppo di docenti delle Marche che hanno sfilato in corteo per protestare contro questa misura e altre storture della legge 107. Il Tg3 delle Marche realizzava un servizio nell'edizione delle 19,30 con le immagini del corteo di docenti che sfilavano per le vie di Ancona. Si tratta di un gruppo di insegnanti tutti di ruolo, quelli che più di tutti forse hanno colto la pericolosità di una legge Scuola che discrimina, non rinnova i contratti e svilisce la figura del docente con la nuova figura del dirigente scolastico.

Cambiare questa legge 107 è stato lo slogan ripetuto ad Ancona.

Innovazione e riqualificazione della scuola

Il corteo era composto da circa 500 insegnanti iscritti alle maggiori sigle sindacali: Flc Cgil, Cisl Scuola, Snals Confsal e Uil Scuola. Un antipasto dello sciopero del prossimo 13 novembre quello che si è visto sfilare per le vie di Corso Garibaldi al rullo dei tamburi. Serve contrattazione e concerto con le parti sociali, secondo le segreterie regionali dei sindacati che hanno organizzato la protesta.

Al termine del percorso stabilito a Piazza Plebiscito, i docenti delle Marche hanno esposto le loro motivazioni al Prefetto di Ancona Raffaele Cannizzaro.

Investire nei docenti

La prossima Legge di stabilità ha rinviato il prepensionamento al 2016 per 2500 quota 96 della scuola e questo ha ulteriormente inasprito i rapporti tra il personale della scuola e il governo. Manca concertazione e volontà di investimento certo nei docenti quando invece occorrerebbe procedere alla stabilizzazione, unica condizione per un cambiamento che restituisca l'autonomia e la funzione sociale propria dell'insegnamento.

L'unione fa la scuola

Con questo nome si identifica una iniziativa che vede coinvolte ben 18 città italiane. Lo scopo è quello di denunciare la riduzione di partecipazione provocata dalla legge 107. C'è compromissione di equilibri tra dirigenti e docenti al punto che questi ultimi parlano apertamente di farsa e ricatto. Non è possibile offendere gli insegnanti col bonus di 500 euro dopo l'insulso aumento salariale proposto di 7 euro.

Per questo vogliono uno sciopero generale e diffondono la protesta sui social network.

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