Non solo sul rinvio della riforma Pensioni ma anche sull'impostazione generale della legge di Stabilità si sta aprendo un duro scontro all'interno del Pd di Renzi. Dopo le dichiarazioni del premier sullo slittamento al prossimo anno degli interventi di flessibilità in uscita per l'accesso ai prepensionamento già a 62 anni e non a 66 come prevede la legge Fornero, della minoranza dem si sono fatti sentire il presidente della commissione Lavoro pubblico e privato di Montecitorio, Cesare Damiano, e il parlamentare Alfredo D'Attorre che ha espresso "grande preoccupazione - ha detto - per quello che apprendiamo in queste ore sulla legge di stabilità".

Finanziaria 2016, sulla flessibilità in uscita scontro nel Partito democratico

Non solo i mancati interventi sulla questione pensionistica, si allunga l'elenco dei punti di disaccordo tra la minoranza dem e i renziani al governo. Ecco i punti critici elencati da D'Attorre. 1) la mancanza di interventi sulle pensioni che "nelle attese - ha sottolinea - era uno dei temi centrali". 2) Poca chiarezza sui fondi per il rinnovo dei contratti pubblici, secondo la minoranza dem le risorse al momento ipotizzate non sono sufficienti. 3) C'è anche la questione degli investimenti per le infrastrutture nel Mezzogiorno, "che non consistano semplicemente - evidenzia Alfredo D'Attorre - nel riciclare fondi già stanziati da anni.

4) Insufficienti gli interventi di contrasto alla povertà, l'esecutivo su questo fronte sembra intenzionato a spendere un miliardo con misure mirate per i bambini. "Speriamo che questi ultimi giorni di lavoro del governo - ha detto il parlamentare della minoranza del Pd - riescano a correggere l'asse della manovra".

D'Attorre non usa mezzi termini e dice senza tanti giri di parole a proposito della finanziaria 2016 che sta prendendo forma: "Sembra totalmente sbilanciata a favore del business - ha detto - e dei ceti più benestanti".

Pensione anticipata, D'Attorre e Damiano all'attacco del premier Renzi

Queste le richieste all'esecutivo al centro delle polemiche interne nel partito.

"A tre giorni dal varo della legge di stabilità - ha infatti aggiunto D'Attorre - non abbiamo fatto una riunione né del partito né del gruppo per poterci confrontare - ha detto il deputato - almeno sugli indirizzi di fondo della manovra". E a tracciare la linea della minoranza del Pd sulla riforma pensioni è il presidente della commissione Lavoro della Camera. "Insisto nel dire - ha detto Cesare Damiano - che con la flessibilità, conti alla mano, alla fine si producono dei risparmi. Sono disposto - ha proseguito il deputato di 'Sinistra è cambiamento' - ad un confronto con Renzi. Oltre alla flessibilità - ha sottolineato - dobbiamo risolvere il problema degli esodati e dell'opzione donna, che devono entrare - ha aggiunto - nella legge di Stabilità".

Secondo Damiano la necessità di modificare la legge Fornero per introdurre nuovi elementi flessibili per il prepensionamento "non può essere accantonata". Nuovi criteri per l'uscita in anticipo dal lavoro, seppur con penalità equilibrate, favorirà il rilancio dell'occupazione per i giovani. "Anche di questo - ha sottolineato l'ex sindacalista cgiellino oggi alla guida della commissione Lavoro della Camera - deve tenere conto".

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