Il Ministero dell’Istruzione dovrà risarcire con 35 mila euro un docente che ha svolto il ruolo di dirigente scolastico da precario per ben sette anni. L’incarico è stato, infatti, sovrastante rispetto a quelle che avrebbero dovuto essere le sue mansioni. Per di più, la sua attività non è stata retribuita con uno stipendio proporzionato.

La sentenza, emessa dal giudice del lavoro di Torino, a questo punto, rischia di mettere in serie difficoltà le casse del Miur in quanto nella stessa situazione del ricorrente si trovano diverse centinaia di altri docenti. Se ne calcolano, all’incirca, 500: dirigenti scolastici a tempo determinato altrimenti definiti “presidi precari”.

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Presidi a tempo determinato con retribuzione inferiore a quella dovuta: ecco il ricorso

Il ricorrente, si legge sul quotidiano La Stampa, ha svolto l’incarico di dirigente scolastico dal 2005 al 2012, regolarizzato con contratti a tempo determinato reiterati ma che, comunque, non prevedevano una retribuzione adeguata alle mansioni svolte.

Il ricorso dei presidi contro la reiterazione dei contratti a tempo determinato è simile a quello presentato dai dipendenti Ata che, a fronte della richiesta della stabilizzazione, hanno invece ottenuto il risarcimento.

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Lo stesso presidente dell’Anief, Marcello Pacifico ha commentato così la sentenza: “La decisione conferma l’orientamento relativo ai contratti a tempo determinato: dopo i docenti ed il personale Ata, adesso è il turno dei presidi che dovranno essere risarciti”.

“Ora occorre capire – continua Pacifico – se il Miur ha i soldi a disposizione per il pagamento di tutti i risarcimenti perché il fondo stanziato a luglio scorso per indennizzare i ricorrenti a mala pena bastano per chi ha fatto ricorso in Piemonte, dove sono in tantissimi che si sono rivolti all’Anief, sia docenti che Ata”.

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I tantissimi docenti che hanno svolto l’attività di preside, come nel caso del ricorrente che, oltre ai 35 mila euro ha visto riconosciuti altri 4 mila euro di spese processuali ed il contributo unificato, in molti sono, nel frattempo, divenuti dirigenti scolastici a tempo indeterminato. Ma ciò non cambia la circostanza che per un cento periodo abbiano svolto la stessa attività, ma in una situazione di precariato.

La prescrizione è decennale: pertanto chi ha svolto l’attività di preside nella stessa situazione in un periodo successivo al 2005, può affidarsi all’Anief che invita a presentare ricorso per il riconoscimento delle somme non riconosciute.

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