Non accade spesso che gli organi di informazione diano spazio e voce a chi contesta la Buona Scuola. Lo fa L'Espresso con un pezzo sull'originale contestazione messa in scena da un gruppo agguerrito di docenti di ruolo e precarie che avevano già contestato il premier Matteo Renziai tempi della spiegazione della riforma scolastica, con un video davanti alla lavagna che fu oggetto di tante contestazioni. Si definiscono le “Cattive Maestre” e per dare forza al messaggio di contestazione scelgono una irresistibile serie di vignette satiriche contro La Buona Scuola.

Sotto accusa delle “Cattive Maestre” tutto il brutto della riforma, dal bonus al comitato di valutazione fino ai super poteri dei presidi.

I punti salienti della contestazione

Non va giù l'idea di scuola secondo Matteo Renzi perché fortemente discriminante tra docenti di serie A e docenti di serie B. Una scuola dove la contesa assurge all'apice dell'attenzione provocando attriti tra colleghi ed una insana competizione verso premi economici a discapito della collaborazione e della didattica. Non accettano che gli studenti debbano svolgere stage gratuiti in virtù di una alternanza scuola-lavoro dove a guadagnarci sono le aziende che risparmieranno stipendi.

E non accettano nemmeno il sistema di valutazione degli insegnanti con dei criteri ancora poco chiari e calati dall'alto. Sono questi i punti salienti della contestazione evidenziati anche dall'atto di accusa ai sindacati confederalida parte dei Partigiani della Scuola Pubblica di qualche giorno fa contro l' immobilismo.

L'evento

Non mancano i riferimenti alla fase C e alla destinazione di insegnanti di economia e commercio in quelle scuole dove il potenziamento serviva nelle lingue.

Adesso si vedrà cosa faranno, se passeggeranno per i corridoi o se sostituiranno qualche collega in malattia. In occasione di un incontro che si terrà a Roma alla libreria Tuba in Via del Pigneto venerdì sera prossimo, verranno presentate nuove letture, disegni e progetti dall'interno delle classi.

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