Continua senza sosta il dibattito politico, sindacale ed economico sulla riforma pensioni alla luce dei nuovi dati contenuti nel rapporto dell'Ocse sul sistema previdenziale e delle nuove dichiarazioni del presidente dell'Istituto nazionale per la previdenza sociale e mentre prosegue il confronto parlamentare sul disegno di legge di stabilità 2016. "Un giovane - ha detto oggi il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali - deve pagare i contributi se vuole avere una copertura previdenziale".

Riforma pensioni, nuovo intervento del ministro del Lavoro Giuliano Poletti

Lo ha spiegato Giuliano Poletti sottolineando che non esistono altre soluzioni ipotizzabili al momento per giovani che riescano a garantire "un risultato - ha spiegato il ministro - altrettanto brillantemente migliore". Questa la risposta dell'esponente del Governo Renzi ai cronisti che oggi gli hanno chiesto quali siano, secondo lui, le buone ragioni perché i giovani debbano continuare a versare i contributi previdenziali anche se con molta probabilità non vedranno la pensione nemmeno con il binocolo, o nella migliore delle ipotesi la vedranno ridotta in maniera significativa in confronto a chi lascia il lavoro oggi o a chi lo ha lasciato negli anni passati, come ha spiegato il presidente dell'Inps Tito Boeri.

"Mi sembra giusto - ha affermato oggi a Milano il ministro Poletti a margine di un incontro in Regione Lombardia - che la collettività si faccia carico di garantire che un cittadino abbia la pensione".

Previdenza, Vecchiato: la condizione dei giovani è preoccupante per il futuro

"Siamo consapevoli - ha aggiunto il ministro in riferimento alle dichiarazioni del presidente Inps - che questi elementi di cui parla Boeri sono prima di tutto figli - ha spiegato - di carriere di lavoro discontinue e non stabili. Per questo, come governo - ha rassicurato Poletti - stiamo promuovendo una stabilizzazione del lavoro per dare continuità lavorativa e previdenziale". "La condizione dei giovani - ha commentato Tiziano Vecchiato, direttore della Fondazione Zancan - è preoccupante.

Non solo quella attuale - ha aggiunto commentando il rapporto Ocse Pensions at a Glance 2015 - che li vede fortemente penalizzati nell'accesso al lavoro, ma - ha sottolineato condividendo le proposte di Boeri - quella futura, quando avranno 70 anni e oltre".