Si torna a discutere di part time e staffetta generazionale, dopo che il Ministro Poletti ha commentato l'opzione introdotta con la Legge di stabilità 2016 durante un'intervista per la trasmissione televisiva di Martedì, sottolineando come questa rappresenti un'ipotesi utile per il lavoratore ed allo stesso tempo sostenibile per il bilancio pubblico. Si tratta in effetti di una possibilità divenuta recentemente definitiva, con la conversione in legge del decreto milleproroghe e la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

La propostadi flessibilità sembra poter offrireal contempo un'opportunità tanto ai pensionandi quanto ai giovani, sebbene abbia il limite di non intervenire su coloro che hanno perso il posto di lavoro in età avanzata. Una pecca che la rende uno strumentodi supporto per leazioni di flessibilizzazione del comparto, ma che (va sottolineato) non eliminala necessità di un intervento più ampio sulle rigidità delle attuali regole di pensionamento. Nella pratica, la legge 208/2015 offre di passare al tempo parziale a seguito di un accordo con il proprio datore di lavoro.

Vediamo quali sono le condizioni di riferimento per coloro che ritenessero utile valutare questa opzione.

Riforma pensioni 2016 e opzione part-time: ecco le linee guida dell'agevolazione

Stante la situazione appena delineata, approfondiamo in favore dei lettori i meccanismi di funzionamento della finestra che si è aperta con l'opzione del part time. Partiamo dalla platea dei potenziali fruitori, che si delimita in favore di lavoratori dipendenti del comparto privato con maturazione della quiescenza entro la fine del 2018.

Chi possiede i requisiti può ridurre il proprio orario di lavoro dal 40% al 60%, fruendo della sperimentazione in vigore nel periodo che va dal2016 al 2018. Il vantaggio per il dipendente non si concretizza solo nella riduzione dell'orario di lavoro, visto che la busta paga resterà comunque calmierata da una compensazione che permetterà di mantenere sostenibile il proprio salario (assestandoloattorno al 70% dell'importo a tempo pieno).

Mentre la misura prevede anche il versamento dei contributi figurativi, affinché l'importo effettivamente erogato una volta raggiunti i termini di quiescenza risulti in linea con quello previsto in caso di tempo pieno. L'unica accortezza qualora interessati è di non attendere troppo nell'avvio della pratica, visto che l'accoglimento delle domande viene valutato sulla base di unagraduatoria ad esaurimento dei fondi stanziatipresso l'Inps anno per anno.

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