Dopo ben 14 anni di precariato nella Scuola il giudice le dà ragione e viene risarcita con 35mila euro: succede a Reggio Emilia dove la gavetta infinita di una docente che in anni di carriera si è vista offrire soltanto supplenze e contratti a scadenza il giudice ha incassato un maxi-risarcimento e una nuova condanna al Miur. Una buona notizia per un episodio niente affatto isolato e che continua, nonostante altre precedenti condanne, a ripetersi ancora oggi dopo anni.

Condotta illecita e discriminatoria

Sanzionata, ancora una volta, la pratica ormai consolidata del Ministero dell’Istruzione riguardo all’abuso illegittimo dei contratti a termine: nei giorni scorsi il Tribunale del Lavoro ha infatti accolto il ricorso promosso dagli avvocati Fabio Ganci, Irene Lo Bue e Walter Miceli che hanno messo a segno una sentenza esemplare.

La condotta ben nota del Ministero in fatto di precariato scolastico infatti non soltanto è in palese conflitto con le regole dell’Unione Europea, ma di fatto discrimina i docenti a tempo determinato non riconoscendo loro gli stessi scatti stipendiali previsti per i colleghi di ruolo.

Abuso contratti a tempo non può rimanere senza sanzioni

Si tratta di una pratica che va avanti da troppi anni: per sopperire ad esigenze di organico stabili e non transitorie il Miur abusa illecitamente e in maniera sistematica dei contratti a termine, rimandando “sine die l’assunzione a tempo indeterminato di un insegnante della scuola pubblica”. Si tratta di una condotta illecita che “certamente non può rimanere senza sanzioni”, si legge nella sentenza, e che nel caso di specie viene punita con la condanna al pagamento delle differenze retribuite dovute all’anzianità maturata e agli scatti stipendiali previsti dal contratto nazionale per il personale a tempo indeterminato.

Si tratta nelle fattispecie di 18mila euro di scarto retributivo più 260 euro mensili circa di scatti stipendiali, per un risarcimento totale di 35mila euro più spese legali.

Anief annuncia nuove battaglie legali

Il sindacato Anief, promotore del ricorso, ha salutato con soddisfazione l’ennesima sentenza a tutela dei diritti dei lavoratori precari annunciando nuove azioni legali.

In particolare il sindacato si dichiara aperto a nuovi ricorsi per chiedere l’immissione in ruolo, il riconoscimento degli scatti stipendiali, l’estensione dei contratti dal 30 giugno al 31 agosto e il riconoscimento del punteggio da supplente valido per la mobilità.

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