Sta per prendere il via l’iniziativa inaugurata dal governo riguardo al fenomeno della dispersione scolastica: quest’estate infatti alcuni istituti verranno aperti per proporre delle attività estive nelle grandi città maggiormente soggette all’abbandono scolastico. Si tratta del progetto Scuola al centro” che prevede l’apertura estiva di alcune scuole tra Roma, Milano, Napoli e Palermo in cui “tutti i ragazzi avranno la possibilità di fare sport e attività che normalmente non praticano”: nessuna versione di latino o problemi di matematica, ha rassicurato il ministro Giannini, ma solo attività che incentivino nei ragazzi la voglia di non abbandonare la scuola.

Giannini, “scuole aperte come alternativa alla strada”

Quella delle “Scuole al Centro” è senza dubbio un’idea innovativa e interessante ma che non manca di suscitare qualche perplessità: quale sarà il destino del corpo docente? È questa la domanda che molti insegnanti, preoccupati dall’eventualità di dover ritornare a scuola dopo un intenso anno scolastico, si sono legittimamente posti. A questo proposito, il ministro Giannini è tornato sul tema in settimana parlando proprio del progetto in questione ai microfoni di Radio 24. “Tenere le scuole aperte in estate rappresenta un’alternativa alla strada”, ha ricordato, ma ad alimentare il progetto non ci saranno solo i docenti.

Nelle attività previste infatti gli studenti verranno accolti da “persone selezionate nei movimenti e nelle associazioni che lavorano sul territorio”

Insegnanti volontari affiancati da educatori e preparatori

Il ministro ha tenuto a precisare questo punto in seguito alle numerose polemiche delle settimane passate incentratesi soprattutto attorno ai compensi: cifre minime per docenti che volontariamente avrebbero chiesto di prendere parte al progetto. I docenti dunque non avranno alcun obbligo, mentre accanto a quelli che decideranno di partecipare “ci saranno degli educatori e preparatori sportivi”. Un importante spiraglio che sembra aprirsi per gli educatori ancora divisi tra lo scetticismo e la fiducia nelle parole del ministro.