Di quanto potrebbe aumentare lo stipendio degli statali dopo il blocco del contratto pubblico che risale addirittura al 2009? Con la riforma della Pubblica Amministrazione,in fase di elaborazione dalministro Marianna Madia, potrebbero essere necessari ingenti risorse da destinare all'aumento delle buste paga dei lavoratori dipendenti del pubblico impiego per aggiornare gli stipendi all'aumentato costo della vita, dato che le retribuzioni sono ferme ormai da sette anni. Le ultime novità parlano di una richiesta dei sindacati che va ben oltre le ipotesi che si sono fatte nelle ultime settimane.

Riforma Madia 2016: quanto spetta di bonus agli statali?

Infatti, dopo lo stanziamento del Governo Renzi per il 2016 dei 300 milioni di euro a favore della maggiore retribuzione degli statali, da più parti si sono sollevati malumori a proposito della modesta cifra che dovrà essere ripartita tra gli impiegati pubblici. E nemmeno destinando i trecento milioni di euro alle fasce retributive più basse(si è più volte ipotizzato che l'aumento possa spettare a chi guadagna meno di 26 mila euro lordi all'anno) comporta un aumento considerevole delle retribuzioni(meno di trenta euro lordi al mese). Lo stesso esponente del Partito democratico, Cesare Damiano ha giudicato modeste le risorse messe a disposizione dell'Esecutivo perché si possa aprire un tavolo delle trattative che affronti sia la nuova normativa del pubblico impiego che gli inquadramenti e gli scatti di anzianità che sono aspetti che riguardano più prettamente le buste paga degli statali.

Riforma Pubblica amministrazione 2016, di quanto dovranno aumentare gli stipendi degli statali?

Sulla riforma della Pubblica amministrazione il Corriere della Sera riporta la posizione della Cisl e del segretario per la Funzione pubblica, Giovanni Faverin secondo il quale per compensare la perdita di retribuzione dei lavoratori del pubblico impiego degli ultimi sette anni dovrà essere garantito un incremento di 150 euro nell'attuale triennio.

Infatti, gli stipendi degli statali dal 2009 ad oggi, limitandosi solo a considerare l'indice dell'inflazione ad esclusione dei beni energetici di importazione, hanno perso il 10% del potere d'acquisto.