Una riforma, la cosiddetta Buona Scuola, che, lo abbiamo ripetuto più volte, è riuscita a centrare un 'obiettivo difficilissimo' come quello di mettere l'una contro l'altra le diverse categorie di docenti e soprattutto sta scontentando tutti.

Abbiamo scritto, nelle ultime settimane, in merito alle proteste dei docenti iscritti nelle Graduatorie ad Esaurimento contro i cambiamenti in corsa operati dal governo in tema assunzioni. Molti di loro scelsero di non presentare domanda di assunzione nel mese di agosto 2015 e di non partecipare, di conseguenza, al piano assunzionale del Miur proprio per evitare di essere trasferiti a centinaia di chilometri da casa.

Ultime news scuola, mercoledì 21 settembre 2016: docenti GaE: 'AP ci condannano a non lavorare'

Il cosiddetto 'Emendamento Puglisi' inserito nel decreto legge N. 42 del 29 marzo 2016 è andato, però, ad inficiare quanto contenuto nella legge 107: così scrive la professoressa Sabrina Gallà in una lettera pubblicata dal sito specializzato Orizzonte Scuola, citando la procedura di assegnazione provvisoria che, oltre a penalizzare i docenti rimasti nelle GaE, disattende quanto indicato dal comma 3 dell'articolo 399 del T.U.

di cui al Dl N. 297 del 16 aprile 1994.

Ci si riferisce in modo particolare alle procedure che sono state attivate in regioni come la Sardegna e la Sicilia, procedure che hanno finito per danneggiare le prospettive lavorative dei docenti presenti nelle Graduatorie ad Esaurimento, come per quelli inclusi nelle Graduatorie di Istituto.

Docenti GaE: 'Le leggi cambiano in Italia da un giorno all'altro'

Da qui nasce la protesta dei residuali GaE, i quali chiedono che, nei prossimi anni, non venga più attivata la deroga riguardante le assegnazioni provvisorie, secondo quanto decretato dalla legge 89/2016, postuma e contraddittoria rispetto alla legge 107.

Si chiede, inoltre, che non vengano avviati dei corsi di specializzazione di sostegno, in modo da consentire agli assunti in ruolo di poter conseguire un titolo che vada a danneggiare i docenti che, annualmente, sono destinatari di contratto a tempo determinato. Per ultimo, i precari chiedono che, anche loro, possa valere il principio di 'continuità didattica'.

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