Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi è pienamente consapevole di essersi ormai giocato il rispetto e la fiducia del personale docente. La sua Buona Scuola non è mai piaciuta e i tentativi di 'migliorarla' hanno prodotto addirittura l'effetto contrario (vedi, ad esempio, la mobilità o l'ormai famoso e tanto criticato emendamento Puglisi).

L'avvicinarsi del referendum costituzionale, però, costringe il premier, per lo meno, a tentare di recuperare qualche voto anche dal mondo della scuola ed è questa la politica che Renzi intende perseguire fino al 4 dicembre.

Ormai le apparizioni televisive del capo del Governo non si contano più: domenica scorsa è stato ospite di Massimo Giletti a L'Arena, ieri sera, martedì 11 ottobre, della trasmissione 'Politics', in onda su Raitre.

Ultime news scuola, mercoledì 12 ottobre 2016: Renzi 'Non c'è più rispetto per gli insegnanti'

'Si è perso il rispetto sociale per la figura degli insegnanti' ha detto Matteo Renzi, sottolineando la scarsa considerazione sociale verso chi esercita il mestiere più bello ma anche più difficile al mondo.

Questa è stata la risposta del premier a proposito dell'argomento riguardante i compiti a casa, sul quale, tra l'altro, proprio pochi giorni fa il ministro Giannini aveva promesso di occuparsene ('è l'insegnante insicuro a dare tanti compiti' ebbe a dire la responsabile del Miur).

'Lo dico da figlio e da marito di un'insegnante - ha dichiarato Renzi - il punto importante è che si è perso il rispetto sociale nei confronti della figura del docente. Però - ha puntualizzato il premier - il governo ha cercato di ridare agli insegnanti la rispettabilità e, se mi permettete, questa è una cosa di cui sono fiero'.

Referendum costituzionale, Renzi tenta di sanare la frattura con il personale docente

Il Presidente del Consiglio non ha spiegato in dettaglio la sua affermazione 'Abbiamo ridato rispettabilità agli insegnanti': probabilmente si riferiva al contributo elargito dal governo per l'aggiornamento e l'autoformazione (i famosi 500 euro) e probabilmente anche all'altro bonus, quello relativo al merito che ha premiato i docenti che avrebbero svolto al meglio il proprio lavoro.Insomma, appare evidente come Renzi stia proponendo un'armistizio alla classe docente, dopo la guerra che ha accompagnato il cammino verso l'approvazione della riforma Buona Scuola: a questo punto, però, dopo che il premier si è ostinatamente rifiutato di ascoltare il mondo della scuola, ora sono gli insegnanti ad essere diventati 'sordi'.