Pagamenti per le supplenze, per il bonus al merito e per la card docenti: a che punto sta il Miur? Anche di questo si è discusso nell'incontro avvenuto lo scorso 2 novembre con i sindacati. Le risposte fornite dal Ministero sono state poco chiare e dettagliate,ma vi riportiamo quanto riportato dai sindacati. In quanto alla questione delle supplenze, come da circolare Miur del 28 ottobre e DPCM del 31 agosto, sono state disposte le procedure per il pagamento tempestivo delle supplenze brevi e saltuarie. La procedura, in teoria, se seguita correttamente garantisce il pagamento puntuale.
Ma il problema, come fa notare la FLC CGIL, non è tanto la procedura quanto le risorse stanziate. A poco serve la procedura se poi mancano i fondi. Si resta quindi in attesa di vedere quanto questa nuova disposizione funzionerà.
Bonus al merito e card docenti da 500 euro: Miur, a quando i soldi?
In merito al bonus al merito per l'anno 2015/16, si è ancora in attesa delle somme. Quando è stato chiesto ai rappresentanti del Miurquale tempistica è prevista per l'erogazione degli importi dovuti, la risposta è stata che non si possono fornire informazioni precise in quanto la gestione dei soldi coinvolge anche altri settori del MIUR con cui si sta cercando una concertazione. In parole povere, non si sa quando arrivano.
E la card docenti? Abbiamo già fatto un approfondimento sull'argomento. I beneficiari della card dovranno attendere materialmente di averla in mano prima di poter spendere la cifra, in quanto non è più come l'anno scorso che si è ricevuto un accredito bancario. Il sistema informativo del MIUR sta lavorando per poterla distribuire ai docenti, ma quando non si sa. Con un calcolo approssimativo è possibile affermare che non arriverà prima della fine di questo mese. Questi ritardi, naturalmente sono inaccettabili. I docenti spendono per l'auto-formazione nei primi mesi dell'anno e in corsi di formazione e di studio stanno tutti per partire. In più, da quest'anno i soldi spesi con la card docenti andranno ad attribuire crediti per il Piano di formazione del docente.
A quanto pare la riforma prevede un piano grandioso, ma il Miur non ha i mezzi per farlo funzionare.
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