L'incontro che ieri 15/2 si è svolto al Miur sulla chiamata diretta nella Scuola è stato caratterizzato da un clima sereno. I sindacati riferiscono che il Ministero ha manifestato apertura nei confronti delle loro richieste, per cui alcuni punti fermi sembrano essere stati definiti, mentre altri sono stati lasciati in sospeso e saranno discussi il prossimo 23 febbraio. È certo che deve essere sottoscritto un documento con un elenco di requisiti e criteri per le assunzioni dei docenti, e non lasciare le cose alla completa discrezione del DS come avvenuto l'anno scorso.
Pare che dalla nuova bozza che l'Amministrazione ha presentato ai sindacati sia stato eliminato il colloquio con il Dirigente Scolastico. Ma bisogna trovare l'intesa sui dettagli, che sono del tutto rilevanti. Quali?
Scuola, chiamata diretta: i punti da definire
Il documento stilato da Miur e sindacati sulla chiamata diretta nella scuola di che genere sarà? Mentre i sindacati danno per scontato debba essere un contratto integrativo, il Ministero pensava ad un semplice accordo. Vedremo chi la vincerà su questo punto. Altre cose da decidere sono:
il ruolo del Collegio docenti (il Miur pensa ad un ruolo consultivo mentre i sindacati optano che sia lui a decidere i criteri per le assegnazioni degli incarichi);
il numero dei requisiti che i Dirigenti scolastici potranno inserire negli avvisi (per il Miur devono essere un minimo di sei, mentre per i sindacati non più di quattro);
la validità o meno dell'anzianità di servizio come requisito, proposta dai sindacati ma che non convince il Ministero:
i titoli utili alla chiamata diretta (al momento nell'elenco figurano anche specializzazioni CLIL e Italiano L2 e certificazioni informatiche e linguistiche);
eliminazione dai requisiti delle esperienze di collaboratore del DS, inserito dal Miur nella bozza.
Fino a quando non si troverà l'accordo definitivo sulla chiamata diretta nella scuola, non si potrà dare il via alla presentazione della domanda per la mobilità 2017/18.
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