E' arrivata la resa dei conti per i cosiddetti 'prof con la valigia'. Si torna a parlare dell'algoritmo ministeriale che la scorsa estate suscitò la rabbia di migliaia di docenti che furono costretti a trasferirsi in sedi di servizio molto lontane da casa, specialmente da Sud verso Nord.

La cronaca di Torino del quotidiano 'Repubblica' ha dedicato un articolo alle centinaia di professori che hanno deciso di rivolgersi al Tribunale per ottenere giustizia nei confronti del Miur: non dovranno attendere poi molto per conoscere l'esito del loro ricorso, visto che una delle prime udienze è già stata fissata in calendario per la metà del prossimo mese di marzo.

Ultime notizie scuola, domenica 26 febbraio 2017: prof con la valigia, a marzo le prime sentenze

Uno dei principali promotori del ricorsi è l'avvocato Giuseppe Minissale che, in attesa delle prime sentenze, ha già ottenuto degli importanti successi come il via libera temporaneo concesso ad una ricorrente che insegnava a Torino e che è riuscita a tornare a Ragusa in virtù di un'ordinanza di sospensione.

Anche l'avvocato Giovanni Rinaldi dell'Anief è impegnato a difendere la causa dei 'prof con la valigia': 'E' chiaro che il problema è nato dall'algoritmo sbagliato ed ecco perchè il Miur non è riuscito nemmeno a formulare una difesa'.

Mobilità e algoritmo sbagliato: 'Miur indifeso di fronte a casi eclatanti'

Venerdì scorso è arrivata una sentenza che potrebbe diventare molto importante per il destino di molti insegnanti trasferiti dall'algoritmo: una professoressa è riuscita a vincere il proprio ricorso dopo che davanti a lei erano passati venticinque colleghi con un punteggio più basso.

L'avvocato Giovanni Rinaldi, comunque, ci ha tenuto a sottolineare come si cerchi di portare avanti solamente le cause dove le probabilità di successo sono altissime, soprattutto quelle relative alla mobilità avvenuta all'interno di una stessa fase e non su fasi diverse, dove, al contrario, è molto più difficile che un docente possa far valere le proprie ragioni.

Una strada disperata, quella del ricorso, per evitare di rimanere lontano da casa anche il prossimo anno scolastico.